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 Centro Missionario Diocesano » Articoli sulle missioni » Don Luigi rimandato in Brasile 
Don Luigi è arrivato in Brasile   versione testuale
a vent'anni di distanza dalla prima partenza

Dopo una missione “casalinga” di 10 anni a Fontanaluccia, Don Luigi Ferrari, delle Case della Carità, ha accolto la sollecitazione del Vescovo Massimo ed ha dato la disponibilità a ripartire per il Brasile. Barba lunga, aria burbera, accogliente, sintetico come sa essere la gente della montagna, ha accettato una breve intervista prima di partire, lunedì 31 ottobre, per la diocesi di Ruy Barbosa, a vent’anni di distanza dalla prima partenza.
Gli hanno chiesto di occuparsi dal punto di vista pastorale delle parrocchie di Wagner Utinga e Bonito, insieme a don Riccardo Mioni.
 

Perché riparti? “Ho visto che non c’erano altri disponibili ed ho sentito dentro di me la voglia e la sorpresa di dire si e dare la mia disponibilità. Riparto per cambiare in maniera più radicale, Fontanaluccia (la sua parrocchia) è ormai un tempo compiuto; non è possibile che un prete sia in una parrocchia più di 10 … non è questo il senso della missione oggi.”
 

A cosa vai incontro? “Dieci anni sono molti, c’è stato un tempo di cambiamenti, la Chiesa che mi descrivono è cambiata. Mi chiederanno un atteggiamento di ascolto della nuova situazione e prossimità, almeno all’inizio… e poi forse anche alla fine… perché non si è mai finito di ascoltare il prossimo. 
Mi attende gente che conosco e con cui sono in contatto dalle realtà pastorali che avevo lasciato.
Certo, sono straniero, spesso laggiù è fonte di pregiudizi non sempre buoni, ma essere stranieri è anche un dono. Il fatto che tu sia straniero ti porta ad essere pellegrino. Sei pellegrino, sei chiamato al Regno di Dio, a ricordarti la tua cittadinanza.”  
 

E il ricominciare? "L’aspetto del ricominciare per me è utile, ho trovato cose nuove a Fontanaluccia in questi 10 anni e le troverò anche là, e avranno un taglio differente dalla prima volta. Alla fine del primo mandato mi ero detto che mi sarebbe piaciuto rigiocarmi in una maniera nuova. Non ero contento di tornare in Italia perché mi sembrava di non aver finito quello che il Signore mi chiedeva. Come dice un brano della lettera agli Efesini di Paolo, noi siamo opera sua, fatti per le opere buone che Dio ha preparato per noi, rispondiamo alla sua chiamata e poi lui fa opere buone, con noi. Sarà impegnativo rigiocarsi, una sfida che accolgo.”
 

Quanto dura il mandato? “Per ora il mandato è di 5 anni, poi vedremo…  tornerò in Italia ogni anno per un mese, per non perdere gli orizzonti anche della Chiesa italiana”. 
Buona missione Don Luigi, grazie del tuo calore, del tuo essere umano e cristiano.

Donata

 






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