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Don Gabriele Burani - Ipirà Brasile   versione testuale
da un'intervista dell'estate 2016

Ci troviamo con don Gabriele Burani, rientrato per un breve periodo in Italia, quest’estate, per ascoltare qualcosa della sua esperienza in Brasile, Bahia, Ipirà.

Dalle parole di don Gabriele:

La mia parrocchia ha un’estensione di una volta e mezzo la provincia di Reggio Emilia e comprende 92 comunità. Alcune in città riesco a visitarle almeno una volta al mese mentre con altre mi ritrovo ogni due o tre mesi. Alcune comunità comprendono 3000 persone, altre, che pian piano chiuderò, ci son solo 10-20 persone, quasi tutti anziani.
Inoltre mi sono addentrato in due zone in cui non conosco il cristianesimo… dove ci sono ora due gruppi di “curiosi” di una 30ina di persone, mentre un’altra aggregazione mi ha chiamato per costruire insieme una comunità.

Sto lavorando sulla formazione dei laici, tentando di passare a loro la responsabilità senza che qualcuno se ne impadronisca diventando il gestore unico della comunità e approfondendo la riflessione sulla Bibbia.
I Vescovi del Brasile stanno reimpostando la catechesi, con l’approfondimento della Parola di Dio ed incontri con i genitori, per tentare di dare continuità alla formazione di tutti. Noi stiamo lavorando anche su queste direttive.

Per quanto riguarda la carità, la Caritas in Brasile gestisce molte strutture, è un’organizzazione laica che nulla ha a che vedere con le parrocchie, riceve soldi dallo Stato e li distribuisce. Con il nuovo diacono che diverrà prete in dicembre stiamo lavorando molto sulla Carità e la Caritas perché non sia un distributore di denaro ma uno stato di vicinanza con i poveri.

E’ sconvolgente la testimonianza di un costume del luogo: gli uomini, che mediamente non partecipano alla Messa o alle celebrazioni, ogni settimana sono fedeli al “Rosario degli uomini”: si radunano anche in gruppi di una 50ina e pregano il Rosario. Non te lo aspetteresti mai in Italia.

La Chiesa cattolica sta perdendo terreno di fronte alle sette di stile nordamericano. Il Brasile non è un paese cattolico, non più, si segue la teologia del benavere. Se sei povero sei maledetto da Dio, secondo le Scritture dell’Antico Testamento. Non riescono a passare al Nuovo Testamento… c’è molto da lavorare. Anche per quanto riguarda la politica temiamo un peggioramento delle condizioni dei più poveri. Dopo il “blocco” della Presidenta è un rischio concreto che prendano il potere gruppi di oligarchie liberali e grandi fazenderos.  
Stiamo vivendo tempi faticosi…

 






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