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Missione è... dalla Parte dei Poveri   versione testuale
Riflessione di Don Luigi Gibellini

Il mese missionario che sta per iniziare ha come titolo “Dalla parte dei poveri” e questo tema mi ha decisamente rallegrato, perché vedendo quello che Papa Francisco sta facendo e dicendo, si capisce molto bene che tipo di scelta vuole trasmettere alla Chiesa, ai cristiani e a tutti gli uomini di buona volontà. 
 
Non bisogna dimenticare che siamo nel cinquantesimo anno della Costituzione Conciliare Gaudium et Spes, che ha suscitato nella Chiesa e in modo particolare nella chiesa Latino Americana, la scelta preferenziale dei poveri e ha dato inizio alla Teologia della Liberazione, Teologia che vuole confermare la necessità di una Liberazione integrale dell’uomo, in modo particolare del povero, molte volte discriminato e marginalizzato. 
 
Prima del Concilio, Giovanni XXIII aveva annunciato: “La Chiesa è e vuole essere di tutti e particolarmente la Chiesa dei poveri”, e la Gaudium et Spes conferma questo quando dice: “ Soprattutto oggi urge l'obbligo che diventiamo prossimi di ogni uomo e rendiamo servizio con i fatti a colui che ci passa accanto: vecchio abbandonato da tutti, o lavoratore straniero ingiustamente disprezzato, o esiliato, o fanciullo nato da un'unione illegittima, che patisce immeritatamente per un peccato da lui non commesso, o affamato che richiama la nostra coscienza, rievocando la voce del Signore: « Quanto avete fatto ad uno di questi miei fratelli, l'avete fatto a me» (Mt25,40).
 
Inoltre tutto ciò che è contro la vita stessa, come ogni specie di omicidio, il genocidio, l'aborto, l'eutanasia e lo stesso suicidio volontario; tutto ciò che viola l'integrità della persona umana, come le mutilazioni, le torture inflitte al corpo e alla mente, le costrizioni psicologiche; tutto ciò che offende la dignità umana, come le condizioni di vita subumana, le incarcerazioni arbitrarie, le deportazioni, la schiavitù, la prostituzione, il mercato delle donne e dei giovani, o ancora le ignominiose condizioni di lavoro, con le quali i lavoratori sono trattati come semplici strumenti di guadagno, e non come persone libere e responsabili: tutte queste cose, e altre simili, sono certamente vergognose.”(GS 27)
 
Credo che questo ci animi a vivere sempre più prossimi a coloro che ancora oggi vivono in queste condizioni e la missione ci aiuta a incarnare questa realtà. 
 
Un abbraccio e a presto, pe.Luis, irmão da Caridade.
 





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