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Peace Walking Man   versione testuale
il viaggio di John Mpaliza

John Mpaliza, di origine congolese, ha conseguito la laurea in Ingegneria Informatica presso l'Università degli Studi di Parma, vive in Italia dal 1993 e “stabilmente” a Reggio Emilia dal 1997.
“Stabilmente” perché a partire dal 2010 John è stato molto spesso in viaggio. Nel 2010 ha deciso di muoversi per aiutare il suo paese, il Congo RD, che ha subito una guerra ed una invasione durate più di un decennio. La guerra, economica, orchestrata dalle multinazionali dell'hi-tech con la connivenza di diversi paesi, ha fatto più di 6 milioni di morti ed altrettanti profughi nel pieno silenzio delle istituzioni internazionali. Nel Congo RD, secondo il rapporto "mapping" dell'ONU, vi è stato un genocidio nel decennio tra il 1993 ed il 2003. Ma sembra non interessi a nessuno. Troppo importante lo sfruttamento del ricchissimo sottosuolo del paese. John ha deciso di impegnare il suo corpo per la causa della pace in Congo. Ha cominciato nel 2010 con il Cammino verso Santiago de Compostela (Spagna), poi ha marciato su Roma nel 2011, poi Brusselles, verso l'Unione Europea, poi da Reggio (Emilia) a Reggio (Calabria), ed ora è in viaggio verso Helsinki (Finlandia). Sempre a piedi, per potersi fermare a parlare con chi incontra. Parte sempre da Reggio Emilia, a volte è accompagnato per brevi o lunghi tratti da qualcuno che vuole condividere con lui un poco di fatica per denunciare le ingiustizie che il popolo congolese subisce. Lo scorso anno, 2014, un medico siriano che abita a Reggio Emilia lo ha accompagnato per tutta la marcia, insieme hanno parlato anche della difficile situazione della Siria.

In questi giorni John, che informa i suoi numerosissimi fan tramite Facebook, si trova in Polonia, in marcia; ha scritto di un'esperienza appena vissuta, che ci piace far conoscere, in questo periodo in cui l'intolleranza verso l'essere umano dilaga.

Riassumiamo dal suo scritto, che potete leggere in toto su Facebook su www.facebook.com/peacewalkingman .

“In risposta agli atti di intolleranza (razzismo, xenofobia e fascismo) che stiamo registrando in questi ultimi giorni in Italia e non solo, prima che questo bellissimo ricordo svanisca o che sia parcheggiato da qualche parte tra tanti altri ricordi, vorrei raccontarvi quanto di bello, incoraggiante, stimolante ed umano mi sia successo nelle prime mie 24 ore in Polonia! (…)

Alle 15.30 mi sono accorto che si stava facendo tardi e non avevo ospitalità da nessuna parte, ero senza internet per potere cercare un albergo e controllare la strada da seguire! (…)
All'improvviso si era fatto buio. Ed io ero lì, a camminare da solo, senza sapere quale fosse la metà da raggiungere, la direzione da seguire! (…)
Ma sento una voce, mi volto, incredibile! Era un ragazzo, ma credetemi se vi dico che pensai un attimo che fosse un angelo! Mi stava parlando da una macchina. Una sola cosa ho sentito: do you need help? Ti serve aiuto? E poi in una lingua che potevo capire!!!
Sapete come si chiama il villaggio dove avvenne questo fatto? PIELGRZYMOWICE (pilgrims place, luogo/posto dei pellegrini!!!).
Risposi subito di sì ovviamente e gli spiegai che stavo cercando un Bed and Breakfast oppure un albergo o qualunque altra cosa. Ci presentammo. Lui si chiama Marek. Dopo poche parole capii subito che c'erano difficoltà perché non risultava esserci qualcosa del tipo in giro. (…)
Gli spiegai velocemente il motivo della mia marcia e gli si illuminarono gli occhi. (…)
Allora mi disse: mettiamo la roba nella macchina. Ti porto a casa mia. Dormirai nella mia camera! I miei saranno d'accordo. Anzi, ne saranno felicissimi! A queste parole il buio dentro di me si tramutò in luce, la stanchezza in forza, la tristezza in gioia! Lo ringraziai tanto, ma proprio tanto! Caricammo la roba e percorremmo circa 15 km indietro sulla mia strada fino finalmente a casa sua e subito conobbi la sua bellissima famiglia. (…) Mi prepararono una doccia calda e da mangiare, solo per me! È stato un pasto con gusto, tanto gusto! Mi sembrò di essere l'ospite narrato nel Vangelo! (…)
Poi ci siamo trovati con i suoi amici, in 9, e siamo rimasti a mangiare, bere e chiacchierare fino all'1.00!
Mi chiesero di spiegare loro l'obiettivo di questa marcia e di parlare della situazione nella RD Congo ed Africa. Mi ascoltarono con moltissima attenzione e fecero tantissime domande! (…)
La mattina la colazione era pronta, una colazione molto speciale. Mentre si mangiava continuavamo a parlare di Congo (…).
Alla fine, comincia a farsi tardi e dico che dovrei partire e magari prendermi qualche panino per la merendina. Ma Maria (la mamma di Marek) mi fece capire che mi aveva preparato tanta roba per il pranzo!!! Quasi mi veniva una lacrima di gioia. Ero straniero e mi avete accolto. Ero affamato e mi avete nutrito, pensai! (…)

Marek e Magdalena (la sua ragazza) mi accompagnarono al punto di ripartenza, ma prima Marek mi comprò una nuova SIM Card e pagò lui!
Ecco: ero forestiero e mi hai accolto. Ero affamato e mi ha dato da mangiare!!! Avevo bisogno e mi hai aiutato! (…)

Le buone azioni vanno incoraggiate e promosse! Spesso su i media vediamo solo apologia al male. Si parla più delle azioni brutte che di quelle buone.
Dobbiamo dare speranza e gridare che nulla è perso e che possiamo cambiare questa nostra vita ma bisogna iniziare oggi. Domani sarà tardi! (...)
Ringrazio Marek, la sua famiglia, la sua ragazza e tutti i loro amici.
E ringrazio tutti voi amiche ed amici che continuate a sostenermi!
Pace Pace Pace!”

La marcia ha il sostegno e l'accompagnamento delle istituzioni reggiane, Libera International, la Scuola di Pace di Reggio Emilia, il Centro Missionario Diocesano di Reggio Emilia.

 







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