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Dichiariamo Illegale la Poverta'   versione testuale
Comunicato stampa dopo l’incontro dei Gruppi locali DIP a Reggio Emilia
“La povertà non è un fatto naturale, non avviene per caso, ma è il risultato di precisi processi economici, politici, sociali e culturali”. Ad affermarlo sono stati i Gruppi locali DIP (Dichiariamo illegale la povertà) che si sono ritrovati sabato 5 ottobre a Reggio Emilia, presso la sede del Ceis, per fare rete e lavorare su campagne e obiettivi dell’iniziativa “Dichiariamo illegale la povertà- Banning Poverty 2018”, lanciata un anno fa in Italia.

Cittadini, attivisti, insegnanti, persone di varie confessioni religiose, realtà del mondo associativo, cooperativo e sindacale, si sono riuniti attorno allo stesso tavolo per agire con tempestività sulle campagne DIP e progettare una “Scuola per il Bene comune” da avviare nel proprio territorio. Un lavoro rivolto, quindi, non solo a fare un’analisi del fenomeno predatorio, delle “fabbriche di povertà” che generano impoverimento a vari livelli e nei vari ambiti, ma anche a mettere a fuoco azioni per ri-cittadinare le città, ri-disegnare un territorio in maniera costruttiva, in sinergia con gruppi e realtà che già attivi con proposte per la cittadinanza, la giustizia e la democrazia.

All’incontro DIP di Reggio organizzato dal tavolo dei beni comuni, nato sulla scia dei Referendum di giugno 2011, sono intervenuti alcuni membri del Gruppo Promotore dell’iniziativa: Alessandro Mazzer, Paola Libanti e Luca Cecchi, dell’Associazione Monastero Bene Comune di Sezano (Verona). Insieme, si è ragionato sulla necessità di riprendersi le responsabilità collettive, sull’importanza della partecipazione del cittadino alla vita politica, sociale ed economica al fine di cambiare un sistema ineguale e ingiusto che genera impoverimento. Un impegno che richiede una lettura condivisa dei principi dell’illegalità della povertà e un approfondimento di temi quali la finanza, cui è dedicata la prima Campagna DIP “Mettiamo fuori legge la finanza predatrice”. Obiettivo? Conoscere, capire e agire, ma anche “ricostruire” l’immaginario collettivo sulla povertà, perché solo attraverso un cambiamento di mentalità e una rivoluzione culturale si potranno sradicare le cause strutturali che producono impoverimento, mettendo a rischio la vita, accelerando il furto di umanità, di futuro, di sogni.

Il metodo di lavoro scelto è quello dell’incontro, per collegarsi ad altre realtà che già lavorano a questo scopo, collaborare e dare più forza alle azioni già avviate su alcuni aspetti, come quello della lotta alle cooperative da caporalato, azione della seconda Campagna DIP “Diamo forza ad un’economia dei beni comuni”, su cui già lavora il Gruppo di Bologna; o alla chiusura dei CIE, come previsto tra le azioni della terza Campagna DIP “Costruiamo le comunità di cittadini”, ribadendo che nessuno deve sentirsi clandestino sul pianeta. La cronaca di questi giorni interpella tutti drammaticamente.

In quest’ottica si è svolto il laboratorio del pomeriggio, che ha visto realtà come quelle di Verona, Schio (Vicenza) e Reggio confrontarsi nel creare percorsi per le scuole, sensibilizzare sui beni comuni, educare alla cittadinanza attiva, suscitare speranza nei giovani e ridare voce ai loro sogni.

Tema affrontato, non da ultimo, anche quello della comunicazione, con la scelta di potenziare il sito web della DIP (www.banningpoverty.org) che già nei prossimi giorni presenterà spazi per i Gruppi locali, da loro gestiti, all’interno dei quali sarà possibile trovare le informazioni del lavoro fatto nei singoli territori per contrastare la povertà.
Per quanto riguarda Reggio Emilia, si è già cominciato a riflettere sulle Campagne DIP con le rispettive azioni, a imbastire una Scuola dei Beni Comuni, che favorisca la partecipazione, lo sviluppo e la creazione di azioni, fornisca strumenti e contenuti pedagogici, nei vari ambiti e su temi specifici, con il desiderio di costruire un sapere collettivo. Il prossimo incontro organizzato dal tavolo dei beni comuni si terrà lunedì 14 ottobre, alle ore 18.30, presso la Gabella, in via Roma.

E’ stata inoltre consegnata al Comune di Reggio Emilia una mozione con richiesta di adesione e sostegno alla DIP, impegnando l’Amministrazione comunale a contribuire, nell’ambito delle competenze e funzioni proprie, alla lotta contro le cause strutturali della produzione della povertà; a comunicare all'Onu la decisione di appoggiare la Banning Poverty; a sensibilizzare Regione, Provincia e Comuni del territorio provinciale nell'approvare un documento di appoggio e sostegno alla campagna; a promuovere a livello europeo la campagna attraverso contatti internazionali e reti a cui il Comune aderisce.
 
Gruppo Locale DIP Reggio Emilia
Email: dip.reggioemilia@gmail.com 
 
 





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