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Giornata per la Salvaguardia del Creato 2013   versione testuale
si è tenuta a Gazzata martedi 3 settembre la veglia

In occasione della Giornata per la Salvaguardia del Creato (1° settembre 2013) si è svolta nella chiesa parrocchiale di Gazzata (Unità Pastorale di San Martino in Rio) nella serata di martedì 3 settembre la Veglia diocesana di preghiera dal titolo: “La famiglia educa alla custodia del creato”. Presieduta da don Matteo Mioni (FdC) la veglia ha avuto 3 momenti: il primo dove attraverso la proiezione di un breve video siamo stati introdotti nella dimensione dell’uomo che non rispetta il creato. La seconda parte, poi, è stata caratterizzata dalla testimonianza di una famiglia di contadini di Rivalta, legata all’esperienza di don Lorenzo Braglia e la Coop. La Collina (Cesare Goldoni, la sua sposa Annamaria e la figlia primogenita Chiara) agricoltori che attraverso l’amore per la terra si sono “aperti” alla custodia del creato (attraverso la coltivazione biologica) ma anche all’accoglienza in famiglia (oltre a Chiara hanno altri 3 figli più piccoli: Matteo, Marta e Giovanni) di persone in difficoltà come extracomunitari, adulti con problemi di droga e bimbi soli. Anche Chiara, oggi sposa e madre di 3 figli, pur non restando in azienda ha detto di aver imparato molto dai genitori e ha provato, con l’aiuto di suo marito Alessandro (agronomo a sua volta e con alle spalle due anni di Volontariato Internazionale in Madagascar con RTM), a riproporre gli ideali dei genitori: la coerenza e l’attenzione alle cose semplici.

Insieme ad altre famiglie, infatti, hanno costituito un Gruppo di Acquisti Solidali per risparmiare, per essere certi della bontà dei prodotti e anche per conoscere la provenienza degli stessi privilegiando meglio quelli a Km 0. La terza parte è stata caratterizzata dalla Liturgia della Parola: è stato letto il brano del Vangelo di Luca dove Maria e Giuseppe ritrovano Gesù nel Tempio.

Nell’omelia don Matteo ha fatto il parallelo tra l’episodio ascoltato (Maria e Giuseppe che continuano a non capire che il ragazzo che avevano davanti era Figlio di Dio) e il nostro comportamento, anche quotidiano, dove non abbiamo ancora compreso fino in fondo il valore del creato. Per i cristiani, infatti, il creato deve essere sacramento (cioè realtà naturale dentro la quale si riconosce qualcosa di più grande): nella relazione e contemplazione del creato entriamo così in relazione con il Creatore (Dio). Lo sfruttamento indiscriminato da parte dell’uomo, diventa perciò sacrilegio e profanazione di “una cosa bella”: è Dio stesso ad essere “ferito” quando esercitiamo violenza sulla terra! Malgrado ciò il creato è in grado di ridonare vita attraverso i suoi cicli (es. il chicco di grano che non rinasce finchè non “muore” nel terreno). Perciò a noi cristiani è chiesto di custodire questo sguardo alto sulla creazione fino a donare la vita attraverso il lavoro quotidiano come ci hanno testimoniato la famiglia di Cesare nel loro intervento. Infine a tutti i partecipanti è stato lasciato il segno dell’orologio: come nella famiglia si impara la dimensione della gratuità e del dono, così dobbiamo comprendere che anche il tempo e le relazioni (con Dio, con gli altri e con il creato) sono un dono da custodire con pazienza e perseveranza.

       Per il CMD Andrea Bonati






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