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Lettera di Maggio-Giugno   versione testuale
da Chiara Picelli

 
Akory aby!
 
Maggio inizia con il botto: mi prendo 2gg di ferie e scappo a Manakara per staccare un pò dal lavoro. Alle 7 di mattina aria già calda e umida.. ah, sono a casa!
Quella che era la mia camera ora è occupata da un'altra volontaria quindi devo stare attenta a non sbagliarmi.. per due volte, sovrapensiero, stavo per entrarci.
Faccio una puntatina in ufficio per un saluto agli ex colleghi che si stupiscono quando all'inizio della loro riunione me ne vado...ma io sono in vacanza :-)
Vado a trovare don Giovanni nella sua nuova casa, che avevo visto solo da fuori perchè non ancora finita e aprofitto per fare il pranzo di veloma ad Ambokala, l'ospedale psichiatrico dove laovora Enrica, visto che non ero riuscita a farlo prima di partire: mi regalano una bellissima borsa di quelle che fanno i malati con la fejara, i fili di plastica colorata.
Grazie a una missione ad Ampasimanjeva di alcuni dell'ufficio mi infilo in auto e così posso salutare anche Chiara, Maria, Gemma, le suore e Giorgio.
In questi giorni a Manakara è mancato solo il bagno in mare, logicamte la domenica c'era un sole stupendo ma io son ripartita verso le 10 di mattina per Ambositra.
 
In questi due mesi abbiamo avuto varie persone di passaggio qui in casa: Gino, Andrea e Giuliano che hanno fatto alcuni lavori alla nuova casa dei fratelli che è in costrizione qui ad Ambositra. E che il lunedì di pentecoste (qui è festa) ci hanno cucinato un'ottima grigliata di canre! Una sera hanno anche fatto le tigelle in casa di carità, un pò sulla stufa e un pò sulla fattapera, il tipico fornello malgascio a carbone. Giacomo è venuto a dar loro il cambio e ha continuato altri lavori alla casa dei fratelli. Poi è arrivata Silvia, la nuova volontaria che starà qui ad Ambositra per circa un anno. Insieme a lei sono arrivati due signori amici della mamera che si sono fermati una decina di giorni. Hanno fatto tappa qui anche alcune volontarie del sud, di passaggio per Tsiro.
Con l'arrivo di Sofia e Luca, i due nuovi volontari che andranno a lavorare a Tanà, ma che stanno qui per il periodo di studio della lingua la nosctra comunità si è allagrata e ora in casa siamo in sei: al completo!
 
In casa di carità c'è stato un avvenimento improtante: il veloma della mamera! Infatti anche se non sappiamo ancora se tornerà in Madagascar o no, certo è che non la manderanno più ad Ambositra quindi tutti super commossi e dopo molto silenziosi. Le hanno regalato un pò di quasi tutti i frutti del loro mega orto. Ad aiutare in questo momento di passaggio importante è venuta suor Monique, la superiora, che si è fermata vari giorni. Poi arriverà la nuova superiora della casa.
Veloma anche per Elisa, Goffredo e Gemma che finito il progetto a Tsiro tornano in Italia. Come anche per l'altra Gemma che dopo tre mesi ad Ampasimanjeva ha salutato il Madagascar.
 
Una domencia pomeriggio giro in bici di 14 km qui nei dintorni in compagnia di alcuni vazaha. Il 21 giugno insieme ad alcuni colleghi dell'Akanin'ny Marary uscita serale per la festa della musica dove c'era da vestirsi con un tocco alla malgascia (in stile bestileo, l'etina dell'altopiano). Ho chiesto indicazione e quindi ho messo il tipico cappellino tondo di paglia colorata (ricevuto in regalo in un'occasione di lavoro) e mi son fatta due trecce e... mi hanno premiata!
 
Il 20 giugno mega festa per l'inaugurazione del nuovo centro di salute mentale all'ospedale: erano presenti un gruppo di carpignai, finanziatori dei lavori, e la ministra della salute in persona!
La festa è cominciata il giorno prima, mercoledì, con l'uccisione dell'omby (zebù) davanti alla struttura seguendo tutti i fomba malagasy (usi e costumi) in presenza dei raiamandreny della città (gli anziani), quindi alla fine per tutti i presenti goccetto di taoka gasy da bere, me compresa.
Poi il giovedì messa e pranzo in AM per la parte più famigliare poi nel pomeriggio cerimonia ufficiale.. c'era da essere vestiti in modo adeguato.. dopo un primo attimo di panico ho trovato l'abbianmento giusto tra quello che avevo e ho pure messo i sandali col tacco sfidando il freddo, che per fortuna è stato clemente. Durante la cerimonia sono stati fatti tanti canti e balli del folklore locale.
 
Qui il 26 giugno è una grande festa per la ricorrenza dell'indipendenza malgascia. La sera della vigilia c'erano i fuochi d'artificio in piazza e siamo andati là a piedi, nel buio della notte, con le lanterne di carta, come fanno i bambini. C'era tantissima gente e fuochi molto belli.
 
Inizio a stare abbastanza bene qui, ma ho anche già voglia di tornare qualche giorno a Manakara... ragazze state pronte che prima o poi vi busso alla porta ;-)
 
Veloma
Chiara







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