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“Per amare la pace bisogna armare la pace” Dimenticate le radici cristiane.   versione testuale
comunicato stampa di Pax Christi Italia e adesione di Cmd e Caritas
Pax Christi Italia – Comunicato stampa
 
 
#F35. Ministro Mauro: “Per amare la pace, armare la pace”.
Una falsità storica, un’offesa all’intelligenza, dimenticate le radici cristiane.

 
+ Giovanni Giudici, presidente Pax Christi
 
Dopo la discussione in Parlamento sul progetto F35 (aerei da guerra dal costo di circa 130 milioni l’uno), il presidente di Pax Christi è intervenuto con questo breve messaggio via Twitter.
Pax Christi chiede di diffondere, sostenere e aderire a questo messaggio, in vista anche dei prossimi dibattiti parlamentari, per continuare il cammino di costruzione della pace, per il disarmo, contro il proliferare di armamenti e di spese militari.
Per ulteriori informazioni su F35 e spese militari: www.paxchristi.it/  e www.disarmo.org/
 
Firenze, 30 giugno 2013       
Pax Christi Italia
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 Anche i Centri Missionari e altre realtà cattoliche stanno aderendo al breve messaggio del Presidente Nazionale di Pax Christi Italia per esprimere lo stupore e il dispiacere rispetto alle recenti dichiarazioni del Ministro della Difesa, Mario Mauro. 

 A Reggio Emilia, lo scorso anno, diverse realtà si mobilitarono per dire no ai caccia F35 attraverso la Campagna “Taglia le ali alle armi” (promossa a livello nazionale da Rete Disarmo, Sbilanciamoci e Tavola della Pace), chiedendo al Consiglio Comunale di Reggio Emilia di deliberare la richiesta al Governo italiano di annullare l'acquisto degli F35, azzerandone il programma, e destinare le risorse risparmiate alle spese sociali, educative, culturali e al rilancio del Servizio Civile Nazionale, ossia a investimenti di “altra” sicurezza e alla promozione della pace. Sottoscritta da realtà cattoliche e associazioni laiche, dal mondo del volontariato e della cooperazione, da coordinamenti di insegnanti e compagnie teatrali, da movimenti nonviolenti e ambientalisti, la richiesta venne accolta. Da allora l’opera di sensibilizzazione ha proseguito, così come nelle altre città italiane, fino ad arrivare alla discussione in atto in Parlamento. 

 La domanda centrale che ogni credente e ogni cittadino dovrebbe porsi è: che modello di Stato e di difesa abbiamo in mente? Siamo convinti che, soprattutto in un momento di crisi economica, per prima cosa siano da salvaguardare i diritti fondamentali dei cittadini, investendo soldi pubblici per creare i presupposti di un vero risanamento del Paese, fondato sul lavoro per tutti, la coesione sociale e la convivenza civile. 

 Facciamo nostre le parole del Vescovo Tonino Bello quando educava dei ragazzi dicendo: "La vita di ogni uomo è disponibile solo per essere amata. Sapete qual è l'opposto del verbo amarsi?  Aggiungete una ‘r’: armarsi. Quando ci si arma, inesorabilmente ci si odia. Ve lo dico con molta fermezza, con molta libertà e con molto rispetto: quando si costruiscono le armi, necessariamente devono essere usate. Chi fabbrica le armi vuole che siano vendute e consumate. E le armi si consumano uccidendo..."  (Tonino Bello ai ragazzi, in 'Senza misura', La Meridiana, 1993).
 
 Reggio Emilia, 2 luglio 2013
Il Centro Missionario Diocesano e la Caritas Diocesana
 
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IN ALLEGATO IL COMUNICATO DELLA RETE DISARMO







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