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Sono arrivata sana e salva in Madagascar   versione testuale
Maria Leuratti
Ambositra, 19 dicembre
Salama!
La sera del 4 dicembre sono arrivata sana e salva in Madagascar!
In viaggio con don Pietro siamo stati serviti e riveriti; è stato molto piacevole, abbiamo parlato di tutto, dai nonni a don Zanni, dai volontari del Madagascar di oggi a come lui è partito tanti anni fa per questa terra lontana.
 
All'aeroporto ci hanno accolto con gioia i volontari che sono ad Antananarivo e suor Bernadetta con due suore malgasce.
Dopo una bella dormita, i primi due giorni ho fatto la turista e ho visitato Tanà con Luca, un volontario di RTM e Chiara, che è salita da Ampasimanjeva per darmi il benvenuto.
Sono poi andata con don Giovanni R. e Chiara a fare un giro delle tre Case della Carità della capitale, ci sono tanti bei bimbi!!! Uno che si chiama “colui che è accolto” (non ricordo il nome malgascio) appena ci ha visto ha iniziato a scuotere la testa e a urlare; la suora ha detto che era contento...allora siamo stati contenti anche noi!Una bimba invece ad Andohatapenaka, altra cdc in capitale, mi ha preso per mano e ha iniziato a muovere il braccio sorridendo.
Scendendo da Tanà, dopo cinque ore di viaggio, con don Giovanni e Chiara siamo arrivati ad Ambositra, dove mi fermerò per un po' a studiare malgascio.
Lungo la strada, quasi l'unica del Paese, che va da nord a sud, c'erano pochissime macchine, qualche pulmino che trasporta le persone da una città all'altra (taxi brousse) e tantissimi a piedi.
 
C'erano alcuni gruppi di bimbi che stavano tornando da scuola, altri che governavano magrissimi buoi e altri che si avvicinavano alla macchina appena rallentavamo per evitare una buca.
Ringrazio il Signore per i paesaggi meravigliosi: risaie, capanne, case di mattoni, vallate verdi e terra rossa (qui è quasi estate)...voi lo ringraziate per la neve???
L'indomani siamo scesi a Fianarantsoa per i documenti e, dopo il pranzo in cdc dove ho respirato aria di casa (abbiamo parlato di Reggio con i due don Giovanni, Chiara e don Romano), ho salutato Chiara che rivedrò ad Ampa e sono ripartita alla volta di Ambositra, dove sono rimasta fino ad oggi.
Nonostante sia qui da poco più che una settimana, ho avuto l'opportunità di conoscere varie realtà e di incontrare tante persone.
Con don Giovanni R. ho partecipato alla Messa in ospedale ed in carcere; due tra le tante differenze balzano subito all'occhio rispetto all'Italia: il carcere è molto meno sorvegliato, è preceduto soltanto da un cancello e una sbarra di legno sollevata manualmente da un addetto, mentre in ospedale l'igiene è poco curata (è fin eccessivo chiamarla igiene).
 
Nelle Messe non ho capito quasi niente di quello che è stato detto, ma ho potuto apprezzare da una parte la partecipazione dei detenuti alla liturgia con i canti in cui tutti hanno dato il loro contributo e dall'altra la solidarietà ai malati di amici e parenti che li assistono numerosi, sedendosi ai piedi del letto o su stuoine.
Da una settimana ho iniziato le lezioni con l'insegnante, ce la sto mettendo tutta per ricordare il più possibile; nonostante non sappia la lingua, finora non ho fatto grossi danni!
Qui ad Ambositra sono rimasta nella casa volontari una notte poi mi sono trasferita alla cdc per essere in compagnia!E che razza di compagnia!!!
C'è un sacco di gente: 35 ospiti, quattro suore e cinque ragazze che stanno iniziando il cammino di formazione per diventare suore.
La mamera (suor Margherita), appena mi ha visto, mi ha accolta con gioia, ma sembrava un po' dispiaciuta per le poche comodità che avrei avuto qui e perchè mi sarei dovuta un po' adattare alla loro vita...si è tranquillizzata appena le ho detto che frequento la cdc e che i loro ritmi li seguo volentieri.
 
Adesso è solo preoccupata per la mia salute: a tavola mi offre continuamente da mangiare e mi controlla se secondo lei non ho mangiato a sufficienza!
E' una forza della natura, non le sfugge niente, sempre attenta ai poveri, sia agli ospiti che a quelli che vengono a chiedere da mangiare alla porta della cucina; ogni giorno sono più di dieci, e non sono mai gli stessi. Qui si mangia riso a colazione, pranzo e cena, ma basta poco tempo per rendersi conto che va benissimo così perchè abbiamo la fortuna di avere qualcosa nel piatto tutti i giorni.
Poi c'è suor Louisette (è stata dieci anni in Italia) con cui riesco a parlare in italiano; è molto disponibile, mi spiega cosa posso fare ed è la traduttrice ufficiale.
Con le ragazze che hanno iniziato il cammino per diventare suore riesco a parlare un po' e proviamo a capirci tra l'inglese, il francese, l'italiano e il malgascio; Jaqueline e Fanza mi aiutano in cucina, Ernestine e Josephine mi spiegano come mettere a letto gli ospiti, Alice mi trova i canti sul libretto. Tutte cercano di venirmi incontro in ogni piccolo gesto.
 
Per fortuna ci sono anche tanti ospiti che pian piano sto conoscendo: Nzara è una bimba di 4 anni in carrozzina che non parla ma capisce tutto e quando sorride le brillano gli occhi; Taina è un ragazzino che urla, mi spiega come devo imboccare Nzara e ride perchè non lo seguo.
Marisienne viene in cucina e molto dolcemente mi chiede come sto e mi accarezza; l'altra sera mi ha persino cercata per darmi la buonanotte.
Therese, Marceline, Rakoto, Bertine e tanti altri fanno a gara a chi conosce più parole in italiano e chi me ne insegna di più in malgascio....ma non mi spavento, per ora vado avanti con sguardi, gesti e grandi sorrisi!

La vigilia andrò ad Ampasimanjeva per festeggiare il Natale con quella che da gennaio diventerà la mia famiglia e ora ringrazio il Signore per gli amici che mi ha fatto conoscere qui, per i tantissimi che mi farà incontrare e perchè ogni giorno ho tanto da scoprire, da imparare e non mancano le occasioni per stupirsi!
Auguro un gioioso Natale a voi e alle vostre famiglie e, se siete alle prese con i regali dell'ultimo minuto...risparmiate soldi regalando tempo e sorrisi!
 
 
Veloma dal caldo Madagascar,
Maria
 





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