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Lettera da Gomsiqe   versione testuale
da Saul, Titti e Don Stefano
Gomsiqe, 8 febbraio 2013                                
 
S. Giuseppina Bakita
 
Ciao a tutti come state?
Noi siamo prontissimi a raccontarvi il nostro inizio di 2013! E voi avete 10 minuti per leggerlo?
Il primo giorno dell’anno ci ha visto impegnati in diverse celebrazioni, ma il nostro pensiero era già proiettato al primo incontro diocesano dei giovani che c’è stato il 3 di gennaio a Laç. Come di certo sapete è don Stefano il responsabile diocesano per la Pastorale Giovanile. L’incontro e tutto il cammino dei giovani di quest’anno è incentrato sulla fede e, in particolare, sulla figura di Abramo; sapete di altre diocesi che hanno scelto questo personaggio e questo tema? Essere chiese sorelle vorrà pure dire qualcosa, o no?
 
L’incontro è andato molto bene, la cattedrale era piena di giovani. All’inizio don Stefano ha fatto una riflessione su Abramo poi ci sono state due testimonianze di giovani: uno era Enrico, che ha raccontato il suo cammino di avvicinamento alla fede, e l’altro era Dino, un albanese che ora fa parte dei Tempullin e Zotit (dei religiosi presenti in diocesi) che ha raccontato pure lui il suo cammino di fede che è passato anche dall’essere emigrante in America. L’incontro è terminato con la Messa presieduta dal Vescovo Lucjan. La notizia bella per noi è che erano presenti a questa giornata anche una quindicina di giovani di Korthpull, uno dei nostri villaggi, ma soprattutto erano presenti anche delle ragazze.
 
Tutti i primi venerdì di ogni mese, durante questo Anno della fede, il vescovo Lucjan ha chiesto di fare in parrocchia un’ora di Adorazione Eucaristica. Noi ogni mese la facciamo in un villaggio diverso e nel mese di gennaio siamo stati a Kaftall, dove si sta formando un piccolo gruppo di donne che volentieri legge e prega la Parola.
Poi è arrivato l’8 gennaio giorno della partenza di Enrico. In mattinata abbiamo celebrato la Messa alla Casa della Carità per poi partire alla volta di Tirana. Una volta imbarcato Enrico, noi insieme a sr. Rita siamo stati a Tirana a girare per librerie per acquistare qualche libro per la nostra nascente piccola biblioteca.
 
A metà gennaio abbiamo avuto la fortuna di partecipare, a Scutari, a una liturgia di perdono fra due famiglie in vendetta da più di 30 anni. La liturgia si è svolta in Cattedrale ed era presieduta dal Vescovo Massafra. Crediamo che sia stato un bel dono poterci essere, è stato un momento di grazia nel quale abbiamo visto da vicino la misericordia del Signore.
 
Ma quella stessa sera altre cose sono accadute per noi di Gomsiqe… Da diversi giorni la pioggia non ci dava tregua e ci aveva costretto a lasciare una macchina prima del fiume per evitare di rimanere bloccati. Quella sera però, proprio mentre attraversavamo il tratto di strada divenuto ormai un piccolo torrente… la frizione della macchina si è rotta. Fuori un temporale imperversava. Con l’aiuto di un giovane di Gomsiqe siamo riusciti a trainare la macchina fuori dal torrente e a portarla a Laç dal meccanico. Poi ritornati a Gomsiqe ci siamo incamminati verso casa a piedi con diverse borse, zaini e tre pizze che ci eravamo presi per la cena. Arrivati a casa verso le 22, tutti super bagnati e affamati abbiamo messo le pizze in forno ma… quella di don Stefano, rigorosamente senza pomodoro, non c’era più! Forse, anzi sicuramente, è stata persa durante il tragitto a piedi sotto l’acqua!
 
Per circa una decina di giorni la strada è rimasta rotta a causa dell’acqua che continuava a cadere. La mattina in cui don Stefano è partito per venire in Italia ci siamo dovuti incamminare a piedi alle 3 del mattino con una carriola sulla quale abbiamo caricato la sua valigia!
Una volta accompagnato il don all’aeroporto abbiamo accolto i coniugi Ferretti Antonio e Vera che sono stati insieme a noi durante i giorni di permanenza in Italia di don Stefano. Li ringraziamo per la loro bella presenza, per tutte le cose (tante) che ci hanno raccontato su questa missione, per come ci hanno ascoltato e per i cruciverba e le partite a carte fatte insieme.
 
Dall’inizio di gennaio siamo rimasti in 3, una comunità piccola, ma proviamo a stare bene.
Vi chiediamo di continuare a pregare per la nostra comunità.
Un saluto e un abbraccio a tutti e a ciascuno,
 
don Stefano, Saul e Titti





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