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La bella vita è quella che auguro ai miei amici, a chi si perde fra mille incroci!   versione testuale
lettera di Maria Leuratti
Salama!!!
innanzi tutto buon anno; spero che il 2013 sia iniziato bene e che continui così.
 
Per dirla con Jovanotti: “la bella vita è quella che auguro ai miei amici!”
Qui per me ogni giorno è un Natale, un capodanno, una straordinaria novità.
 
Le feste sono state molto diverse, strane ma intense; non le avrei mai immaginate così come le ho vissute.
La domenica prima di Natale ho fatto una gita in campagna e in compagnia!
 
Con don Giovanni D. che è salito ad Ambositra per festeggiare il Natale con la sua futura comunità, Annalisa, cooperante di RTM di Tanà, e sua mamma, sono tornata a Messa in carcere. E ho assistito al “ rito di liberazione” per i due detenuti che durante la settimana successiva sarebbero usciti.
Prima del canto finale, sono andati davanti all'altare e uno ha ringraziato il Signore per aver riottenuto la libertà e ha salutato i compagni che hanno intonato un canto tra sorrisi ed applausi.
 
Nel frattempo il prete ha donato loro dei vestiti che hanno indossato a ritmo di musica; è un regalo utile perchè alcuni non hanno i soldi per poterseli comprare e allo stesso tempo simbolico perchè rappresenta la vita nuova, un nuovo inizio.
In quel momento mi hanno fatto sentire molto fortunata e quasi un po' in colpa per la mia libertà, poi, mi sono guardata intorno e tutti erano sorridenti: l'uscita di uno ha portato gioia a tutti!
 
Al pomeriggio si sono aggiunti Nicola (volontario di rtm), sua moglie Nirina e il bimbo Tiavina e siamo partiti in macchina con destinazione “villaggio della seta”!
Dopo circa due ore di strada, ovviamente sterrata e molto dissestata (le buche di cui ci si lamenta in montagna dopo che gli spargisale hanno fatto il loro dovere sono niente in confronto alle voragini malgasce), siamo arrivati in questo villaggio sperduto nella campagna in cui ci hanno accolto donne e bambini. Una signora ci ha ospitato generosamente in casa, mentre le altre hanno preparato gli strumenti per farci la dimostrazione della lavorazione della seta...per farvi un'idea, per fare una sciarpa impiegano circa 12 ore.
 
Poi in 5 minuti nel cortile hanno allestito il mercato! Erano circa una trentina, tutti intorno a noi a sperare nei nostri acquisti. Siamo stati un “evento” in questo paesino fuori dal mondo, in cui probabilmente la maggior parte delle persone che ci guardavano non hanno mai visto oltre il raggio di qualche chilometro. E io mi sono sentita privilegiata per aver conosciuto anche quell'angolino di Madagascar.
 
La vigilia di prima mattina ho salutato con un po' di malinconia la mia famiglia allargata di Ambositra e mi sono messa in viaggio verso Ampasimanjeva con Annalisa, sua mamma e il simpatico autista (che è uno dei pochi pesi massimi dell'isola rossa). Ho continuato ad ammirare le bellezze di questa terra così vasta e ricca...e piano piano mentre si scendeva il paesaggio è cambiato e le case di mattoni sono definitivamente scomparse lasciando spazio alle capanne in legno.
Più scendevo verso Ampa, più mi saliva l'adrenalina per la curiosità di conoscere le persone e i luoghi che diventeranno casa mia.
 
Purtroppo proprio il 24 è morto il fratello di suor Florine, una delle tre suore di questa comunità, e Chiara, mia “sorella maggiore”, è salita con lei a Tanà; così la famiglia si è un po' ristretta per Natale.
Appena arrivati, dopo le presentazioni, mi sono messa all'opera nella piegatura di cappelletti con la dottoressa Ortance, (uno dei tre medici dell'ospedale che abita all'interno di questo piccolo villaggio dell'FMA), suor Justine e suor Marie Goretti, le altre due sisters con cui abiterò, poi niente veglia e a letto prestissimo perchè alle otto e mezza si spengono i generatori (la corrente elettrica c'è tutti i giorni dalle 17.30 alle 20.30 e viene accesa in orari diversi nel caso si debbano effettuare operazioni chirurgiche urgenti).
 
Una vigilia particolare....e un Natale ancora più strano.
Messa in parrocchia alle 7.30 del mattino per evitare di sudare troppo; non mi sembrava la messa di Natale, forse perchè non c'era molta gente, non capivo il prete, non avevo nessuno a cui fare gli auguri e perchè...che roba è un Natale caldo?!
 
Dopo messa con Annalisa e sua mamma ho fatto un giro al mercato; io, in Madagascar, il giorno di Natale sono andata al mercato.
A pranzo un po' si è creata l'atmosfera di un giorno di festa, abbiamo mangiato cappelletti, carne, insalata, patatine fritte, crostata e panettone.
E inaspettatamente al pomeriggio il giorno di Natale si è colorato di Natale!!!
Con Giorgio, Annalisa, sua mamma, il dott. Martin, la dott.ssa Ortance, suor Justine e un'infermiera vestita da babbo Natale siamo andati a distribuire i regali agli ammalati di tutto l'ospedale.
 
E' stato bello scambiare alcune chiacchiere con i due dottori, ammirare la dedizione che hanno per i malati e vedere come quella sia per loro una vera famiglia.
L'ospedale è formato da tante casette in cui ci sono diversi reparti: pediatria, maternità, uomini adulti, donne, mamme che hanno avuto problemi durante il parto e tubercolotici.
 
I malati saranno stati una settantina; ad ognuno abbiamo consegnato un pacchettino con biscotti, caramelle e salatini e tutti han voluto stringerci la mano per ringraziarci (tranquilli, dopo me la sono lavata bene!)
Nel reparto del tubercolotici si respira un clima familiare, penso possa essere un'occasione per i malati per rafforzare legami fra loro e con i parenti. Sono una quindicina, tra cui almeno 5 bambini.
 
E tornata in casa sono andata dai miei Gesù bambini Eloi ed Eolalie!!!
Sono due dei tre gemellini che una mamma ha partorito all'ospedale il primo dicembre e che ha deciso di non tenere, così da allora abitano con le suore in attesa di crescere un po', prima di essere adottati da una famiglia di Tanà che li sta già attendendo (nella tribù antaimoro è tabù avere dei gemelli e succede che alcuni genitori li abbandonino; se qualcuno si starà chiedendo il motivo, io non lo so, forse sono tanti e molto diversi).
 
Sono nati di sette mesi e sono piccolissimi; Eloi è nato di 1,3 kg e la sorellina Eolalie di 1,5.
Mentre davo il latte ad Eloi con un biberon quasi grande come lui, ho realizzato che lui era il mio Natale!!!
Ma il regalo più bello è stato il battesimo di queste meraviglie dove ho fatto da madrina ad Eolalie.
Eravamo solo noi “parenti”, ma per me è stata una festa grandissima.
 
Due bambini che la famiglia non ha tenuto vengono accolti in un'altra famiglia con tanta gioia e amore e saranno accolti con altrettanto amore dai loro futuri genitori: è Natale, trionfa la vita! E' stato stupendo pensare queste cose mentre li guardavo.
...Il Natale con i miei occhi è stato sicuramente diverso, ma ricchissimo; se provo a guardarlo dagli occhi di molti malgasci che ho incontrato, probabilmente è stata una giornata come tante altre, di lavoro al mercato, di malattia all'ospedale, di povertà.
 
Già il 26 sono partita per Manakara ( a due ore da Ampa) sempre con Annalisa, sua mamma e l'autista; un po 'dispiaciuta per essermi fermata così poco, ma curiosa di conoscere altre realtà e altri volontari.
Ci hanno accolto Filippo, (medico neolaureato di Torino in servizio civile a Manakara, ma che da gennaio a marzo verrà ad Ampa e seguirà il dottor Martin nelle visite) e Chiara, volontaria di RTM che sta facendo 2 anni e rimane fino ad ottobre e ci ha ospitato a pranzo Enrica ad Ambokala, l'ospedale psichiatrico a cui sta dando veramente la pelle.
 
Nelle feste non mi sono proprio fatta mancare niente...e ho trascorso i due giorni successivi tra il letto e alcuni saltini in ospedale.
Si sono allertati tutti i per starmi vicino: Annalisa e sua mamma mi chiedevano in continuazione come stavo, Chiara è tornata apposta a casa a pranzo perchè ero sola in casa e voleva accertarsi della mia salute, Enrica mi ha portato a fare il test per la malaria (negativo!) e in pronto soccorso per parlare con un medico. E ho provato anche l'ospedale: alle 6 di sera il pronto soccorso era deserto, Enrica ha cercato il dottore in tutti i reparti poi il guardiano le ha detto che forse era tornato a casa, dato che abita vicino. Così è arrivato dopo venti minuti. Prima che mi visitasse, già mi sentivo fortunata perchè mi sarei potuta permettere di comprare le medicine, e qui non è cosa da poco, visto che anche le minime cure sono da pagare. Per fortuna si è risolto tutto nel giro di 2 giorni ed il 29 mattina sono ripartita per Ampa con Chiara e Filippo, che, prima di uscire dalla città, mi hanno fatto vedere il mare (nonostante il Madagascar sia un'isola, le vie di comunicazione sono scarse e maltenute, quindi gli spostamenti richiedono molto tempo e spesso, anche se in linea d'aria si è vicini al mare, per raggiungerlo si possono impiegare delle ore).
 
Il ritorno ad Ampa è stato bello, Chiara nel frattempo era tornata da Tanà e ci siamo messi tutti all'opera per aiutare le suore a preparare da mangiare, stendere il bucato, stirare, lavare, asciugare i piatti, piegare i cappelletti, fare torte, dare il latte ai piccolini, cambiarli e farli addormentare.
In casa non ci sono ospiti...ma ci sono alcuni signori speciali che abitano nel villaggio dell'fma, che mangiano fuori dalla porta della cucina e sono addetti a qualche lavoretto: Giogiò è un signore che ripete alcune parole quando interpellato e trascorre la giornata nella sua capanna monolocale di fronte al refettorio scrutando cosa succede all'interno, Oben è un ragazzo che si occupa della pulitura del riso, Gerome è un simpatico anziano che cammina con il bastone e che ascolta spesso la musica sdraiandosi su una stuoia a riposare o mentre pulisce la verdura. Anima di allegria il cortile!
 
Poche parole con le suore, qualche sorriso; non riusciamo tanto a parlarci visto che sr Goretti non sa l'italiano, sr Justine lo sa poco e io non so il malgascio.
Per fortuna che c'è Chiara, che mi traduce alcuni discorsi, mi spiega il più possibile la vita di casa, mi coinvolge quando deve fare qualcosa.
In questi giorni di festa ho avuto l'occasione di assistere ad alcuni eventi speciali in ospedale: domenica dopo Natale l'infermiera vestita da Babbo Natale e sr Justine hanno organizzato una festa per i malati. Nella piazzetta tra i reparti c'erano due casse per la musica e alcuni bambini guidati dalla superinfermiera hanno iniziato ad esibirsi in stacchetti di ballo molto divertenti e tutti gli altri li guardavano. Il tutto ogni tanto era intervallato da una filastrocca inventata da uno di loro...mi immagino un po' le feste di tanti anni fa nei teatrini di paese.
 
Poi...musica moderna...e qui, dopo che alcuni bimbi che ballavano mi hanno guardata, sono partita anch'io e pare che li abbia divertiti. tutti hanno iniziato ad applaudire c'è stata un'ovazione!Basta davvero poco!
Ed è arrivato anche l'ultimo dell'anno.
Giorgio ha invitato me e Chiara ad andare a Manakara perché ad Ampa non ci sarebbe stato niente, così noi abbiamo deciso di andare a trascorrere il capodanno a Manakara, con gli altri volontari forse ad una festa organizzata. Lì ho iniziato a sognare capodanno caldo, magari su una spiaggia, con altri volontari e tante persone mai viste prima…
 
Ma a pranzo le suore hanno detto che si sarebbero dispiaciute se fossimo andate a Manakara; allora abbiamo deciso di restare. E anche il 31 abbiamo piegato cappelletti tutto il pomeriggio, poi cena alle 8 e....come ogni sera a letto alle 9 perché le suore erano molto stanche!
Io e Chiara siamo rimaste un po’ nella veranda a chiacchierare e ad ascoltare la musica in lontananza cercando di capire da dove provenisse, ma abbiamo tirato solo fino alle 10.30.
 
Prima di addormentarmi un po’ ho pensato di non essermi tanto goduta il capodanno, poi mi sono addormentata..e l’1 è arrivato lo stesso, anche se non l’ho atteso. Questo mi ha fatto riflettere che spesso non è come pensi, però si va avanti. L’uno già pensavo ero contenta ugualmente perché, per ora, OGNI GIORNO QUI E' UN CAPODANNO!
 
Il 2013 ha portato ad Ampa anche Pascaline, così siamo aumentati in famiglia.
E' un’ospite della cdc di Mananjary di 18 anni che è in dolce attesa e rimarrà fino a quando partorirà. Credo che sarà bello farle compagnia.
Ecco che il 4gennaio mi son rimessa in viaggio verso Ambositra con il dottor Martin che è salito a Tanà, altre 4 persone e 2 galline.
Arrivata in cdc ad Ambositra ho sentito di essere tornata a casa!
 
Le ragazze e le nonne mi han chiesto se mi ero divertita e come avevo trascorso le feste, le suore mi sono corse incontro per abbracciarmi, e gli ospiti che non possono né correre né parlare mi hanno dato il benvenuto con abbracci, urla e sorrisi.
Sono loro che rendono le giornate speciali e credo che ve li descriverò meglio nella prossima puntata!
Sto gustando questi ultimi giorni qui perchè intorno al 20 mi trasferirò definitivamente ad Ampa.
 
Ora vado a studiare che più tardi Marcel mi interroga.
Veloma,
Mery
 
p.s. Potere inviare la lettera a chi ve lo dovesse chiedere perchè sono sicura di essermi dimenticata qualcuno nei destinatari.
p.s.2 Complimenti per essere arrivati in fondo nella lettura! =)

 





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