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Estate in Missione 2013   versione testuale
campi di formazione, conoscenza e lavoro

Estate in Missione 2013
 
Sabato 9 febbraio, alle ore 10, presso il salone della nuova chiesa S. Cuore a Baragalla (in via Mons. G. Baroni, Reggio Emilia) sono stati presentati i prossimi campi estivi nei Paesi dove operano i missionari reggiano-guastallesi. Mète dei campisti saranno, infatti, le terre dove sono state avviate missioni diocesane, Albania, Brasile, Madagascar, Rwanda, e missioni create da famiglie religiose, Romania, Turchia, Sierra Leone, India e Perù. A queste si aggiungono l’Etiopia, organizzato nel periodo invernale, tra dicembre 2013 e gennaio 2014, e il campo lavoro in Italia, a Imola.

Tutte le esperienze proposte saranno precedute da una fase di formazione/preparazione al campo, curata dagli enti organizzatori: Centri Missionari dei Frati Cappuccini dell’Emilia Romagna, Figlie di Maria Missionarie, Gruppo Missionario di Novellara, Centro Missionario Giovanile dei Frati Servi di Maria, Gruppo Missionario “Sud chiama Nord” di Poviglio, Centro Missionario Diocesano in collaborazione con Reggio Terzo Mondo e Gruppo Rwanda Padre Tiziano.

Campi di condivisione, di animazione missionaria, di lavoro e formazione. L’anno scorso vi hanno partecipato circa 300 persone provenienti dalla Diocesi. Ogni campo si svolge nell’arco di un mese e rappresenta un’esperienza cristiana che offre, ai giovani e non, un’opportunità di incontro con persone, culture e luoghi diversi. Un’esperienza di servizio, svolto in una realtà di vita comunitaria, dove la preghiera e l’attenzione ai più poveri diventano una chiara testimonianza di vita vissuta alla luce del Vangelo. Un tempo di ricerca, per uno sguardo nuovo sulla realtà. Un viaggio per andare nelle missioni, a scuola di popoli che possono farci crescere con la loro diversità culturale, sociale e religiosa. Un viaggio andata e ritorno per riflettere e rivedere i propri stili di vita: perché vadano sempre più nella direzione della fraternità e portino a scelte sobrie, responsabili e solidali.

Un proverbio africano dice: “per tracciare diritti i solchi della vita, devi legare il timone del tuo aratro ad una stella”. Così è per chi lega il suo andare e venire sulla terra, tra i volti e le persone, a una stella, cioè a un valore, a un ideale alto, a un senso che è oltre. Il nostro viaggio è a partire da noi ma non per noi, a partire da noi ma non finisce in noi. Chi parte non fa semplicemente la scelta di una “vacanza alternativa”, ma di intraprendere un percorso che porterà in luoghi così lontani e diversi dal proprio ambiente e contesto sociale, immergendosi nella vita quotidiana della gente, vivendo esperienze sociali, facendo visite e attività di animazione che coinvolgono bambini, giovani, uomini segnati da ingiustizie, che hanno visto diritti negati e situazioni di contraddizione: nelle favelas, nei villaggi, in orfanotrofi, nelle strutture socio-sanitarie, ect. Un percorso dove incontrare segni di riconciliazione, di rinascita e germogli di speranza.
 

a cura del Centro Missionario Diocesano

  






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