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Cammini di coscientizzazione politica: l'esperienza di Pintadas   versione testuale
di don Paolo Cugini

IL CONTESTO
Il Nordest Baiano, che é la regione nella quale da piú di cinquant’anni lavorano pastoralmente i missionari di Reggio Emilia, é caratterizzzato da una diffusa povertá motivata sia dal clima semiardio che rende difficile il raccolto, sia e soprattutto per la classe politica estremamente corrotta che non permette uno sviluppo sociale costante nel tempo, a causa dei forti interessi personali di coloro che si succedono al potere. Nelle cittá dell’interno della Bahia, che sono quelle dove noi missionari operiamo, l’unica o quasi fonte di rendita é il Municipio. Per questo motivo le elezioni Municipali - che avvengono ogni quattro anni e si realizzeranno quest’anno nel mese di ottobre – sono molto disputate. In gioco c’é la sopravvivenza. Il gruppo che va al potere garantisce a coloro che l’appoggiano, un lavoro per lo meno per un membro della familgia. Oltre a ció, i piú scalmanati e fanatici del gruppo sono coloro che, una volta al potere, occuperanno i posti chiave nei settori piú importanti dell’amministrazione: educazione, assitenza sociale, infrastrutture, salute, ecc. Questo quadro di cose spiega il motivo della corruzione politica cosí diffusa. Se, infatti, l’obiettivo é il potere, allora si tratta di attivare tutta una serie di strategie per riuscire a raggiungerlo. Il contesto di grande arretratezza culturale e sociale orienta le strategie politiche in questa direzione. Mantenere un clima diffuso di assitenzialismo per fare in modo che le classi piú povere si sentano debitrici nei confronti del governo locale é la logica che sta dietro ai progetti sociali elaborati in questi anni.
 
Anche i famosi progetti “FAME ZERO” e “MISERIA ZERO” cosí tanto diffusi da midia locali e internazionali al punto da essere definiti progetti pilota per lo sradicamento della povertá nel mondo, non sono esenti da questa logica assistenzialista. Anche se questi progetti sono stati elaboati con le migliori intenzioni del mondo, per fare in modo che le persone che ricevono l’aiuto non si sentano obbligatre nei confronti di chi elargisce il contributo, in realtá, nei piccoli contesti agricoli e di diffusa povertá, non si riesce a sfuggire alla tentazione di legare il beneficio con il goeverno che lo distribuisce. L’assitenzialismo unito ad una volontá atavica di rimanere al potere nonostante tutto, impediscono una progettazione a lungo termine. E cosí, in molte cittá del Nordest di quel Brasile che sta crescendo economicamente, i servizi di base come la rete fognaria, le strade, il servizio ospedaliero, la proposta educativa delle scuole rimangono a dei livelli spaventosamente bassi. Tutto viene fatto in vista del voto. In molti casi, durante i primi tre anni di governo, quasi nulla viene realizzato, per promuovere la maggior parte delle opere nell’anno delle elezioni. Per incredibile che possa essere la gente povere ci casca sempre, rimane presa nell’illusione del momento, dimenticando gli anni di vacche magre e di assenza del potere locale. L’anno delle elezioni municipali si trasforma in un vero cantiere di opere fatte alla rinfusa e in tutta fretta per mostrare la bontá del governo locale. Opere che, come sempre succede quando vngono realizzate non in obbedienza ad un progetto elaborato per il bene della cittá, ma per rispondere a fini personali, dopo poco tempo manifestano tutti i loro limiti e, soprattutto, la loro inutilitá.
 
Oltre a ció, negli ultimi tre mesi – da agosto a ottobre – diventa martellante la pubblicitá politca fatta non solo di comizi politici, ma soprattutto di un quotidiano tentativo di lavaggio del cervello operato attraverso slogans divulgati a volume altissimo da autoparlanti che, installati nelle macchine, passano pe le strade delle cittá incuranti delle esigenze di tranquillitá della gente. In questo clima che di politico ha ben poco, la disputa del potere assume i colori di una sfida sportiva con i gruppi contendenti al potere che organizzano le proprie tifoserie.
 
LA PROPOSTA FORMATIVA
La Diocesi di Ruy Barbosa, nella quale operiamo, durante l’Assemblea pastorale dello scorso anno, ha deciso di assumere come prioritá del 2012 la formazione politica. L’Associazione Culturale Moringa (ACMOR), creata nel 2005 da pe Paolo Cugini e Gianluca Guidetti, e con una ricca esperienza alle spalle di elaborazione di progetti culturali e di corsi di formazione politica, a partire dallo scorso anno ha realizzato nove corsi di formazione politica in collaborazione con la Facoltá Cattolica di Feira di Santana, raggiungendo i lider comunitari di 18 cittá della regione. É stato un lavoro intenso, ma molto produttivo. Il corso, che ha coinvolti porfessori legati a movimenti sociali della regione, prevedeva lezioni su temi specifici della politica, altre sulla storia dell’evoluzione politica brasiliana e baiana, per giungere nella lezione finale a proporre la formazione dei Comitati 9840 contro la corruzione elettorale. La Chiesa Cattolica Brasiliana – da sempre in prima linea nelle lotte sociali del Paese - aveva lanciato nel 1996 una campagna per raccogliere firme per una proposta di legge contro la corruzione elettorale. Nel 1999 il Governo Brasiliano approva la legge 9840 che prevede multe salate e la cassazione dei mandati a coloro che sono trovati coinvolti nella compra di voti. Oltre a ció, la seconda parte della legge prevede la proibizione dell’uso della macchina amministrativa durante le elezioni. Ció significa che, chi é al potere, non puó utilizzare il materiale a disposizione nel Municipio per lanciare il proprio candidato. Lo scorso anno il Governo Brasiliano ha aprrovato la legge della “Ficha suja”, che proibisce a candidati con la fedina penale sporca di presentarsi come canditati alle elezioni. Queste leggi molto belle rischiano di rimanere nel dimenticatoio quando in un contesto politico non c’é nessuno che tenti di metterle in pratica. Subito dopo la proclamzione della legge 9840 é sorto in Brasile il Movimento Contro la Corruzione Elettorale (MCCE), che promuove la conoscenza della leggi e la formazione dei comitati locali contro la corruzione. É per questi motivi che, l’obiettivo concreto dei corsi di formazione politica realizzati dall’ACMOR, é stato la formazione dei comitati contro la corruzione elettorale. Il problema principale nella costituzione di questi comitati é stata la mano d’opera umana. La stragrande maggioranza delle persone nelle piccole cittá dell’interiore baiano appoggia un gruppo politico. Oltre a ció, il gruppoi politico al potere fa di tutto per ostacolare il lavoro del Comitato 9840, visto che uno degli obiettivi della legge é di non permettere al potere locale di utilizzare la Macchina amministrativa per agevolare il proprio candidato. Attualmente in tutto il Brasile ci sono solamente trecento Comitati affiliati al Comitato del MCCE.
 
Nella nostra regione esistono solamente i Comitati di Pintadas e Tapiramutá (che nel momento é stato disattivato) legalmente affiliati al MCCE. La difficolta di coinvolgere adulti nel lavoro di coscientizzazione sulle leggi e, soprattutto, nell’opera di fiscalizzazione della corruzione politica locale, ci ha condotto a coinvolgere sopratutto sui giovani. Subito dopo i corsi di formazione politica sono state organizzate una serie di manifestazioni nel mese di maggio con l’obiettivo di divulgare nelle cittá il contenuto delle leggi contro la corruzione politica. Nel mese di luglio abbiamo relaizzato un percorso formativo diretto ai giovni di quindici frazioni del territorio. L’ultima tappa di questo percorso é stata la costituzione del Comitato 9840 nella cittá diPintadas che, sin da subito, é stato fortemente ostacolato dal pótere politico locale dominato da sedici anni dal PT, il partito di Lula. Giá questo fatto é un dato significativo. Quando infatti, il PT non era ancora al potere, era il principale organizzatore dei Comitê 9840. Una votla giunto al potere in poco tempo é stato coinvolto in uno dei maggiori scandali di corruzione politica del Brasile, il famose “Mensalone”, che ha visti coinvolti i politici piú influenti del partito.
 
Il Comitato 9840 di Pintadas, nella prima settimana di attuazione ha inoltrato 35 denuncie di corruzione. Il comitato, in una riunione, aveva deciso che, una volta ricevute e verificate le denuncie, avrebbe inviato una lettera di avviso all’interessato. Le lettere di denuncia hanno provocato una durissima reazione, anche perché per la maggior parte si trattava di persone legate al Municipio. Nelle giornate successive il clima politico era diventato quasi insopportabile. Molte minacce anonime erano giunte al comitato., A partire da questa situazione di grande tensione abbiamo iniziato una serie di dialoghi con i liders dei due gruppi politici per riuscire a requilibrare i giochi. Dopo questi eventi gli inncontri del Comitato 9840, che era visto con sospetto e che era partecipato da pochi, ha avuto un aumento incredibile di aderenti. I successi piú significativi del Comitato contro la corruzione di Pintadas, oltre al coraggio di denunciare i corrrotti, sono stati l’organizzazione di un dibattito pubblico tra i rappresentanti dei due gruppi politici e un evento di coscientizzazione nelle strade della cittá che ha coinvolti circa 200 persone (quasi tutti adulti!) dei due gruppi politici.
 
Siamo convinti che molto deve essere ancora realizzato per giungere ad una coscienza politica che consideri la vita della cittá come qualcosa d’importante per tutti e non qualcosa da relegare a degli adetti ai lavori. In ogni modo, siamo convinti che un passo decisivo in questa direzione é stato fatto.
 
UNO SCAMBIO DI DONI
É possibile uno scambio di doni a questo livello di coscientizzazione politica tra Brasile e l’Italia? Credo di si. Senza dubbio non si tratta di trasferire un’esperienza in blocco da un luogo ad un altro, anche perché le differenze sociali, culturali e storiche sono palesi. Il problema é: quale entitá dovrebbe assumersi l’onere di occuparsi della formazione politica? E che tipo di formazione politica realizzare in Italia? Quale dovrebbe essere il perno del discorso? Tra il Brasile e l’Italia, nonostante le tante differenze, c’é peró un punto in comune che purtroppo le accomuna: la corruzione politica. Senza dubbio anche a questo livello ci sono forme e sfumature differenti. In ogni modo é da questo delicato tema che a mio avviso si dovrebbe cominciare per una riflessione sul modo di fare politica. Nel Governo italiano sono seduti sulle poltrone addette a scrivere le leggi persone con processi sulle spalle. In questa prospettiva sarebbe necessario un coinvolgeimento delle basi sociali per giungere ad una legge che impedisca a persone con la fedina penale sporca di poter concorrere a qualsiasi tipo di elezione politica. In Brasile una legge simile é stata aprrovata lo scorso anno, frutto di un coinvolgimento dei Moviemtni Sociali veramente massiccio, organizzati attorno al Moviemnto Contro la Corruzione Elettorale (MCCE). Altro tema scottanter che accomuna Italia e Brasile é il delicato tema dei benefici della “Casta”.
 
Il divario tra il salario dei politici e quello della maggior parte della popolazione é qualcosa di scandaloso. In Brasile da parecchi decenni é in vigore il salario minimo, che attualmente é 665 reais (270 euro circa). É questo il salario degli spazzini, dei dipendenti pubblici, dei commessi ecc. Un professore che lavora 40 ore settimanali guadagna circa 1200 reais ( 500 euro). I deputati dello Stato della Bahia guadagnano 26mila reais al mese (10800 euro circa), senza contare gli atri privilegi (esattametne come succede in Italia). E siccome per loro sembra poco sono entrati in questi giorni con una proposta di legge per ottenere il 14º e il 15º salario! Il divario dei salari é l’indice piú chiaro della perdita di morale della classe politica, perhpé rivela l’incapacitá dei politici di capire il proprio compito, che é quello di servire il popolo, di aiutarlo a vivere bene. Non c’é bisogno di scomodare la filosofia politica per capire questi elementi basici di buon senso civico. Riportare il dibattito politico a livelllo della gente, soprattutto delle persone che stanno soffrendo economicamente di piú in questo periodo di crisi, é uno dei grandi obiettivi sul quale potrebbero e dovrebbero lavorare i movimenti sociali. La disuguaglianzale sociale é uno dei grandi e gravi problemi di una societá perché mette a nudo i limiti di una classe politica incapace di organizzare un mondo vivile e uguale per tutti. In una societá in cui ci sono persone che hanno piú diritti che altri, c’é qualcosa di marcio. Lavorare per togliere il marciume provocato da una classe politica corrotta e incompetente é quello che stiamo facendo da queste parti e mi sembra che sia urgente continuare farfe anche in Italia. Tutto ció in nome del Vangelo.
 
É questa la mia e la nostra forza. I giovani che hanno aderito al Movimento contro la Corruzione sono quaisi tutti di provenienza dei dodici gruppi di lettura bibblica sparsi sul territorio di Pintadas e formatisi in questi ultimi due anni. Se ci dedichiamo a questo lavoro di coscientizzazione non é per interessi ideologici o partidari. Quello che ci muove é l’amore di Cristo per noi, per i fratelli e le sorelle. Tutto passa: i partiti passano, le ideologie passano, il Vangelo rimane. Siamo liberi, per questo siamo pericolosi e faccimao paura!








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