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Consegnati i mandati missionari a Felina   versione testuale
Sabato 20 ottobre, vigilia della Giornata Missionaria Mondiale, il mondo missionario diocesano si è “stretto” attorno ai due giovani reggiani che, nella chiesa parrocchiale di Felina, hanno ricevuto il mandato dal Vescovo Adriano. Si tratta di Maria di Felina, che partirà per un servizio in Madagascar di 10 mesi, presso l’Ospedale di Ampasimanjeva, e di Saul di Montecavolo, che andrà per un anno in Albania.
 
Toccanti le testimonianze ascoltate durante la veglia: quella di John Mpaliza Balagizi, cittadino congolese da 14 anni in Italia, e quella di don Paolo Cugini, missionario reggiano fidei donum in Brasile da più di 10 anni.
 
John ha compiuto una marcia a piedi attraverso 7 Paesi europei, per ricordare al mondo che cosa sta succedendo nel Congo. Partito da Reggio Emilia il 29 luglio di quest’anno, davanti alla Cattedrale, è arrivato il 22 settembre scorso al Parlamento Europeo a Bruxelles, per sensibilizzare i cittadini e l’Unione Europea sulla quotidiana tragedia del suo Paese. Nella regione del Kivu (sud-est del Congo) in 20 anni ci sono stati almeno 7 milioni di morti e 500.000 stupri all’anno. Il problema non è etnico, ma legato alle multinazionali del Nord interessate ai particolari minerali presenti nell’area, oggetto di scontri, come ad esempio il coltan, di cui l’80% si trova in Congo.
 
 “Ora è il momento di moltiplicare gli appelli per dire che nel Congo è successo e continua a succedere qualcosa” ha detto John, che in anni precedenti ha marciato verso Roma e sul cammino di Santiago di Compostela per denunciare e sensibilizzare l’opinione pubblica.
Riallacciandosi alla sua testimonianza, don Paolo ha elogiato l’impresa di John, importantissima perché le cose cambiano quando qualcuno si assume la responsabilità di denunciare: “è questo lo Spirito profetico secondo la Bibbia”.
 
Don Paolo viene da 14 anni di Brasile (è stato il primo sacerdote Fidei Donum inviato dal Vescovo Adriano), dove l’ingiustizia e le contraddizioni tra ricchi e poveri sono evidenti. Il suo lavoro è stato perciò anche quello di denunciare la corruzione dei politici nonché quello di “risvegliare” nei cittadini il loro “senso civico”, schiacciato troppe volte dalla rassegnazione.
 
Riprendendo il brano del Vangelo dove Gesù ha compassione della folla, don Paolo si è chiesto perché prima della moltiplicazione dei pani e dei pesci, Egli abbia aspettato che fosse la gente stessa per prima a dare qualche cosa… Di fatto Gesù non ha voluto prendere l’iniziativa ma si è fatto “consegnare” l’idea prima di agire!
 
E così, una delle prime cose che don Paolo ha fatto è stata quella di aderire al movimento “Fede e Politica” per combattere la corruzione dei politici e la rassegnazione dei poveri. Ha perciò dato vita a biblioteche (per accrescere la cultura dei giovani e far in modo che possano accedere così all’Università) e Corsi di Formazione alla politica per sensibilizzare. La Bibbia è una fonte inesauribile di coscientizzazione: spesso pensiamo che la preghiera conti poco. In realtà, la vera “ruminazione” della Parola di Dio diventa un aprire gli occhi sulla realtà e un trovare la forza dello Spirito Santo per migliorare le condizioni di vita di tanti popoli e di chi ci sta accanto.
 
Infine la meditazione del Vescovo Adriano che, ricordando il segno ricevuto alla sua Ordinazione episcopale del Vangelo aperto sul capo, ha detto: “Questa sera ho pensato che il Vangelo bisogna metterlo anche ai piedi: non sotto, naturalmente! Dobbiamo immaginarci il Vangelo come delle buone scarpe, naturalmente se ci sono una testa ed un cuore che ci spingono a camminare…”. Quindi ha elogiato John perché ha “usato” saggiamente anche i piedi e don Paolo che è stato, come già ricordato, il primo fidei donum ad essere inviato proprio da lui.
 
Riallacciandosi alle Letture proposte, si è poi chiesto che cosa è che abbia spinto l’Apostolo Paolo a partire ad gentes: naturalmente l’incontro con il Cristo, il Vivente… Perciò anche per noi l’incontrare Gesù e il partire per la missione devono essere la stessa cosa. Il cuore della Lettera Apostolica (2 Cor) è infatti anche lo slogan scelto da Missio Italia per annunciare questa 86° Giornata Missionaria Mondiale: “Ho creduto, perciò ho parlato”.
Ci viene incontro anche il Vangelo (Lc 17, 5-10) quando narra dei discepoli che chiedono a Gesù di incrementare la loro fede: Egli risponde che non si tratta di un fatto “quantitativo”, ma di una cosa piccola come un granello di senapa che poi cresce fino a diventare un albero. Dire missione, perciò, vuol dire mettere a disposizione questa nostra fede, anche se piccola.
 
Tra le altre cose ricordate dal Vescovo ci pare bella e importante la sottolineatura dell’inizio in Madagascar di una nuova tipologia di missione: un sacerdote reggiano (don Giovanni Ruozi) e uno malgascio andranno insieme a Manakara per aprire una “nuova frontiera” in un territorio ancora da evangelizzare.
Alla fine della Veglia è stato significativo quanto riportato da Matteo Marastoni, giovane reggiano, missionario in Congo, dando lettura dell’intervento del dr. Denis Mukwege (direttore sanitario dell’Ospedale di Panzi a Bukavu) all’Assemblea dell’ONU il 25-9-2012: si è trattata di un’ulteriore denuncia di quanto grave sia la situazione socio-politica nella Regione dei Grandi Laghi.
 
Andrea Bonati
Il Vescovo invia Saul
Il Vescovo invia Saul

John Mpaliza
John Mpaliza



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