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Inaugurazione della Casa della Carità in Albania   versione testuale
articolo apparso su " La Liberta' " del 14 settembre 2012

Ho avuto la fortuna di partecipare dal 3 al 7 Settembre, con una numerosa delegazione reggiana guidata dal Vescovo Ausiliare Mons. Ghizzoni, alla visita in Albania per l'inaugurazione della Casa della Carità, fortemente voluta e promossa dal Vescovo di Sapa Lucjan Avgustini. Facevano parte del gruppo anche don Carlo Fantini (Missionario nella terra delle Aquile per ben 9 anni e conoscitore esperto della lingua!)don Romano Zanni, don Giuliano Guidetti,  e alcune Suore Carmelitane Minori della Congregazione Mariana che ricordavano il 50° della loro professione religiosa. Con sapiente lungimiranza il Vescovo Lucjan ha unito tre celebrazioni nello stesso giorno 6 settembre: la Festa della dedicazione della Cattedrale, la memoria liturgica della Beata Teresa di Calcutta alla quale la stessa Cattedrale è intitolata e infine la cerimonia di apertura della prima Casa della Carità nei Balcani proprio a Laç-vau-Dejes dove si trova la Sede Vescovile della antichissima "Dioecesis Sappensis" creata nel 1062 dal Papa Alessandro III°e che  festeggia quest'anno il 950° di fondazione. Abbiamo avuto la straordinaria occasione nei due giorni precedenti il 6 settembre, di incontrare due comunità religiose, la prima nel villaggio di Nenshat, di Carmelitane di Clausura formata da una dozzina di Suore provenienti dalla Croazia, dal Kosovo e dall'Albania: sono sfilate nel parlatoio una dopo l'altra, con un vestito bianchissimo, con un volto splendente, un sorriso contagioso che era già una testimonianza credibile ed efficace, prima ancora che iniziassero a parlare. E' seguita la lunga conversazione sulla loro storia (fortunatamente tradotta dal nostro don Carlo Fantini altrimenti sarebbe stato buio totale per la lingua ostica, incomprensibile, che mette in serie difficoltà chiunque intenda passare qualche periodo in missione).

Il giorno seguente dopo aver visto Scutari siamo entrati in un Monastero di Clarisse. Abbiamo avvertito subito tutti quanti, che non si trattava di un luogo comune, infatti era il posto lugubre e sinistro di una delle prigioni più terribili che il Regime comunista per quasi 50 anni ha usato per la tortura dei dissidenti, dei cristiani, di chiunque si opponeva alla ferocia della dittatura, una delle più violente e spietate che la storia ricordi.

Una clarissa francescana, Suor Lula, ha raccontato quelle vicende sconvolgenti che hanno segnato questo Paese fino al 1990 e di come si sia deciso di trasformare quel posto di separazione, di morte, di inaudita sofferenza, in uno di pace, concordia, preghiera, silenzio e contemplazione.

Non ci sono, volutamente, le grate della Clausura per non ricordare i segni delle sbarre, delle inferriate, dei ferri della tortura, dell'isolamento subito in quei decenni. Con disarmante semplicità ci ha trasmesso in poco tempo un messaggio essenziale del Vangelo, raccomandando a tutti di dire a chi si incontra, senza vergogna e senza timore "ti voglio bene" una consapevolezza dell'amore di Dio per l'uomo maturata in una terra di sacrificio, di sangue e di dolore. Due momenti che sono stati proprio una imprevista e preventiva preparazione alla giornata del 6 Settembre, quando la Cattedrale di Sapa fin dal mattino si è riempita di suoni, di musiche, di preghiere,di colori e di canti...suggestivi e commoventi quelli della Messa, musicati in Albanese sui testi di don Luigi Guglielmi, tra cui quello famoso "Beato colui che vince se stesso, che ama nei poveri il Cristo" come è stata tutta l'esistenza della "Piccola Suora"  di Calcutta.  Ha colpito sicuramente i 6 Vescovi presenti, presiedeva la Messa l'Arcivescovo di Tirana, (mai tanto solenne che io ricordi, il rito di apertura di una Casa della Carità) 33 preti, due Diaconi reggiani, Roberto di Novellara e Antonio Ferretti ormai veterano della Missione in Albania  e tutta l'Assemblea composta principalmente di ragazzi e giovani, un evento eccezionale a cui ha partecipato con intensità, entusiasmo, gioia, esultanza l'intera diocesi. Si erano aggiunti nel frattempo gruppi sostenitori di Reggio, di Sassuolo, della Diocesi di Pescara, di Roma, (anch'esse coinvolte in questa opera meravigliosa)  e a mezzogiorno la processione si è avviata per il taglio del nastro di apertura del bellissimo fabbricato, sotto un po' di pioggia benedicente, con la folla festante.
 
E' toccata al Vescovo Lorenzo la Benedizione (le uniche parole in lingua italiana che abbiamo potuto comprendere) poi si sono spalancate le porte davanti alla Superiora della Congregazione Suor Augusta, a Suor Mariagrazia e Suor Rita visibilmente emozionate e commosse, destinate per i primi tre anni a questa Casa di Laç-vau-Dejes. E' seguita una "agape fraterna" dei moltissimi convenuti e nel pomeriggio uno spettacolo musicale sulla vita di Madre Teresa ha reso ancor più festoso l'evento. Ma particolarmente toccante è stato l'ingresso della prima ospite, di nome Regina (manco a farlo apposta il nome più adatto per inaugurare una cdc!) una ragazza con una storia dolorosa alla spalle, accolta con tanto affetto, premura, attenzione, e subito "coccolata" da tutti. Si realizza così anche in questa Diocesi di Sapa, quel miracolo che don Mario e il Vescovo Gilberto avevano auspicato quando erano in mezzo a noi, la diffusione in tutto il mondo della "Civiltà dell'Amore" non quindi opere di assistenza o beneficienza pietistica, ma il vero e proprio "culto dei poveri" quella "liturgia degli ultimi", che il giovane Vescovo Lucjan ha intuito e voluto che si realizzasse anche in quel luogo di violenze, persecuzioni, martirio per oltre 50 anni.
 
Ed è proprio la CdC quel segno di speranza, di  ricostruzione, non solo materiale, di Risurrezione di una Nazione, provata, ferita, dove ha prevalso l'odio e la separazione, e invece oggi risplende nuovamente, grazie alla solidarietà, condivisione e dono di una Chiesa sorella, l'aurora di pace, di un mondo nuovo, la dimostrazione palese che il "Signore ha visitato il Suo Popolo"  Un rigraziamento sentito a tutti coloro che hanno collaborato perche giungesse a compimento il progetto, con l'impegno della preghiera, del sostegno, della partecipazione, del ricordo come insistentemente ci hanno chiesto le Suore e don Stefano.
 
Correggio, 10 Settembre 2012             Rota Enos
I celebranti alla Messa solenne
I celebranti alla Messa solenne

Momento di Festa davanti alla Casa di Carita'
Momento di Festa davanti alla Casa di Carita'

L'assemblea nella cattedrale
L'assemblea nella cattedrale


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