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Salvaguardia del Creato 2012   versione testuale

Da settembre a novembre: tre mesi per riflettere, pregare, capire e denunciare l’insostenibilità di un sistema globale che crea ingiustizia e violenza a danno delle persone, della terra, dell’acqua, dell’aria, in offesa a Dio, a madre natura e al creato.

Gli squilibri devastanti, alcuni dei quali visti da lontano, altri vissuti direttamente sulla nostra pelle in queste settimane, restano impressi nella memoria e lasciano interrogativi inquietanti. È davvero ormai questo il nostro mondo quotidiano? Sarà sempre più questo il prezzo da pagare in vite umane e in catastrofi? Che eredità stiamo lasciando alle generazioni future? A cosa servono l’impegno e la denuncia di pochi? Il pericolo è quello di lasciarci prendere dal senso della sconfitta, dal fallimento, dall’impotenza. Perché guardiamo lo strapotere dei grandi!... Gesù ha fatto il contrario: ha guardato la forza del granello di senape, del lievito, del sale, del seme, ha valorizzato il gesto della vedova e del ragazzino con i cinque pani e i due pesci, benedetti e moltiplicati.

È in quest’ottica cristiana di fede che vengono proposte anche quest’anno, a livello diocesano, alcune iniziative legate alla salvaguardia del creato, opera di Dio, affidata alla responsabilità dell’uomo. Lo scopo delle iniziative non è solo celebrativo, ma anche pedagogico e promozionale. Da quanto fatto a livello diocesano, si vorrebbe che si diffondesse, ramificandosi nel territorio, a livello zonale o vicariale. Il 31 agosto, per esempio, a San Bartolomeo, si terrà alle 19.30 una veglia di preghiera per il creato, la giustizia e la pace inserita all’interno della sagra parrocchiale, con letture, poesie, segni, musica e danze. Un buon esempio da seguire e moltiplicare, come frutto di un lavoro e di una riflessione da avviare e coltivare nelle comunità nel corso dell’anno pastorale.

Tanto più che quest’anno ricorre il 50° del Concilio Vaticano II: ciò potrebbe motivare iniziative e atteggiamenti concreti permanenti sia personali che comunitari. Inoltre, in Diocesi ricorderemo in modo particolare il 20° della morte di don Piergiorgio Gualdi (22 novembre 1992), attento alla salvaguardia del creato, che insieme ad Alberto Rossi partecipò all’Assemblea ecumenica di Basilea e a quella successiva di Seul, nel ‘90. Insieme scrissero la preghiera che sarà pubblicata a parte e che esprime in modo profondo e attuale la passione per la vita dell’uomo e del pianeta e il desiderio di vedere impegnate tutte le Chiese nella promozione di una migliore qualità della vita, per tutti. La proponiamo come traccia da seguire nella “preghiera universale”.

Sabato 1° settembre, presso la Chiesa parrocchiale di Gazzata di San Martino in Rio, ci ritroveremo per la Veglia diocesana per celebrare la 7ª Giornata per la Salvaguardia del Creato, incentrata quest’anno sul tema delle ferite della terra: le nostre mani “sono chiamate ora a ricostituire mediante gesti efficaci un’alleanza troppe volte infranta”, si legge nel Messaggio dei Vescovi italiani. La Veglia sarà presieduta da don Gabriele Carlotti e animata insieme con l’Unità pastorale Maria Regina della Famiglia di S. Martino in Rio.

Il secondo incontro diocesano è previsto all’Oratorio Don Bosco di Sassuolo venerdì 28 settembre, alle ore 21. Sarà don Bruno Bignami, Presidente della Fondazione don Primo Mazzolari, autore del recente libro “Terra, aria, acqua e fuoco” (Ed. EDB), a provocarci sul tema dell’etica teologica chiamata ad essere sempre più ecologica. La serata è organizzata dai giovani per i giovani, ma particolarmente invitati sono gli educatori, gli insegnanti, gli amministratori.

Altro incontro in chiave ambientale sarà la Giornata Nazionale del Ringraziamento, da celebrare nelle parrocchie, domenica 12 novembre: oltre che una celebrazione per rendere grazie per i frutti della terra, dovrà essere anche una particolare occasione di riflessione delle comunità sulle “ferite di cui soffre la nostra terra, che possono essere guarite solo da coscienze animate dalla giustizia e da mani solidali” (dal Mess. della CEI).

don Emanuele Benatti
 





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