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La situazione non è buona - Congo Repubblica Democratica   versione testuale
testo di Donata Frigerio

Da una settimana mi trovo nell'Est del paese, nella famigerata regione del Kivu, famigerata perchè dal 1996 la situazione non è buona (come dicono le parole della canzone di Celentano), c'è stata una guerra, di alta intensità in alcuni periodi (fino al 2003), che si è poi trasformata in guerra di bassa intensità, che non provoca attenzione a livello mondiale ma comunque un sacco di morti, insicurezza, violenza, instabilità. Nei potentati economici è una guerra necessaria per poter meglio depredare la regione. Così si muove la diplomazia internazionale, che finge di voler risolvere la situazione con una interposizione dei caschi blu dell'ONU, finora assolutamente inefficace. La loro presenza non ha mai impedito ad insorti e ribelli di riprendere la guerra, pur essendo la più grande forza armata delle Nazioni Unite.

Non chiamatela guerra etnica, per carità, non credete a chi la chiama così, si tratta di una guerra neocoloniale, studiata attentamente da alcuni Stati esteri, in prima linea Stati Uniti e gli eueopei, per appropriarsi della immensa ricchezza di cui questo territorio è ricco, minerali preziosissimi, petrolio, acqua, legname.

Ieri in cattedrale, a Bukavu, c'è stata una Messa che fa parte di un triduo di preghiera che terminerà oggi con una grande Messa nella spianata del collegio Alfajiri, una Messa per la pace nel paese. E per dire no al piano di balcanizzazione del paese.

E' mobilizzata tutta la Chiesa del Congo, che risponderà in massa, per chiedere a Dio di proteggere il paese, di arrestare la ripresa di una guerra annunciata. La gente è giustamente preoccupata, in passato sono morti milioni di civili congolesi, chi dice 5 chi 8, donne e bambini soprattutto, violentati e uccisi.

Basta!!!! Il sacerdote che ieri celebrava la Messa ha letto un messaggio dei Vescovi del Congo.

Basta! Basta con la guerra, basta con la violenza!

E' stato affermato con decisione un forte NO al tentativo, che viene dall'esterno, di balcanizzare la regione, suscitare odio fra la gente di diverse etnie e diverse provenienze.

La città di Goma è circondata da un gruppo di cosiddetti "ribelli", per la maggior parte di origine rwandese, sollecitati e supportati dall'estero, che inducono nella città la tensione di essere sotto assedio. Non è chiaro il loro obiettivo immediato ma quello finale è creare destabilizzazione perchè i grandi commerci illegali di materie prime possano continuare.

La Messa di ieri è durata 2 ore buone, nonostante fosse ancora orario di lavoro c'era molta gente; il sacerdote ha ricordato, tra l'altro, che nel Vangelo sta scritto di non uccidere quindi i cristiani devono resistere alla tentazione, data dall'esasperazione e dalla paura, di prendere le armi per difendersi e di definire nemici gli stranieri. I cristiani sono tenuti alla pace e all'unità tra le persone, come chiesto direttamente da Gesù. Non uccidere, costruire la pace, nonostante i ribelli accechino le persone, nelle zone appena occupate, le feriscano, amputino degli arti....

La popolazione del Kivu è di indole pacifica ed accogliente ed è stata richiamata a non rinnegare il valore della vita. All'offertorio sono stati raccolti soldi e generi vari di prima necessità, soprattutto farina ed olio, abiti, per gli sfollati che scappano dalle zone di conflitto e si ritrovano senza nulla nei campi per i rifugiati interni.

Alla fine, dopo aver recitato anche un rosario, si è cantato l'inno nazionale, che incita alla pace e unità del paese, e la Messa si è conclusa.

Mi sono sentita profondamente a disagio... questa gente merita la pace, merita di essere lasciata in pace, di poter costruire il proprio futuro nella pace... e ringrazio Dio per il mio disagio, come europea e come cristiana.

Come europea, così preoccupata per il futuro mio e dell'Italia, ho sentito su di me e auguro anche a voi di sentire, attraverso le mie poche righe, la responsabilità di pensare solo a noi stessi, di credere che la crescita economica possa essere infinita e giustificata a qualunque prezzo, anche al prezzo di altri che pagano per noi.

Come cristiana mi son sentita richiamata alla radicalità del Vangelo, perchè leggerlo nelle nostre chiese è altra cosa rispetto al sentirlo proclamato qui, dove è in gioco la vita, dove ci si richiama a non rispondere con la violenza alla violenza, mentre noi, popoli di tradizione cristiana,sembriamo non ricordarcene e partecipiamo a guerre preventive convinti di portare la civiltà, quando non per secondi fini, furto delle materie prime per fini economici e per equilibri politici.

"Non uccidere" ha ricordato oggi il sacerdote. E basta!

Veramente una grande grazia essere qui ora, in questo momento difficile; spero di poter andare comunque a Goma la settimana prossima, salutare gli amici e condividere con loro.

Vi chiedo una preghiera, oggi e nei prossimi giorni, per la pace, qui nel cuore di questa Africa paradossale, ricca di materie prime e di valori e drammaticamente depredata, povera di mezzi per sopravvivere, ricca di fede e di una speranza tenace, ricca di vita ma anche di morte, ricchissima di relazioni interpersonali e di comunicativa, ricca di colori e di una incredibile gioia di vivere, pur nella tensione di una possibile ripresa della guerra, ricca di santi e di peccatori.

Pregate con noi, ve ne prego, perchè il cuore di chi può politicamente fermare tutto questo si apra all'ascolto di un Dio che implora con i poveri e che con loro soffre. Pregate con noi che i giovani congolesi non cedano alla tentazione della rivolta armata. Pregate che i fabbricanti d'armi arrestino i loro commerci, che faranno pur girare l'economia dando lavoro ma ammazzano gli innocenti. Pregate per la nostra fede, qui.

Preghiamo insieme anche perchè la nostra preghiera si completi in azione a sostegno dei fratelli del Congo, sulla scia di quel Gesù di cui abbiamo letto domenica scorsa, che ha notato la fame della gente e non si è accontentato, ha spronato i suoi ad avere fede ed occuparsi dei fratelli concretamente, distribuendo loro di che mangiare.

Donata






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