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Perchè un convegno missionario?   versione testuale

Certamente non vuole aggiungere una relazione a tante, che si fanno e si ascoltano, piuttosto vuole essere un incontro, una possibilità di guardare al futuro della nostra Chiesa. Siamo una Chiesa Missionaria perché abbiamo nostri figli e figlie, giovani, famiglie, preti e suore fidei donum in terra di missione, nello scambio tra Chiese sorelle.
 
Ci diamo una mano nella condivisione dei doni ricevuti e nella certezza che ogni persona partita per la missione, è un “buon investimento” per l’essere della nostra Chiesa locale. Allora il Convegno vuole rinsaldare e confermare la scelta di essere “in stato di missione”, come scelta nata nello Spirito del Concilio e sostegno delle scelte pastorali di apertura e di accoglienza.
 
Il Convegno: Discepoli - Testimoni: tutti missionari, ci interroga poi sull’identità del nostro essere Chiesa proprio qui, dove il Risorto e la sua Parola ci hanno chiamati, fin dal giorno del nostro Battesimo, come Suoi discepoli-testimoni, per questo Suoi missionari. Nella preghiera imponiamo le mani a chi parte perché vadano inviati “da noi e dallo Spirito Santo”. Come ci ha insegnato il Concilio, la Liturgia è fonte e culmine della vita cristiana, per questo il cuore del Convegno sarà, Sabato 26 maggio, nell’Eucaristia di Pentecoste dove celebreremo i “Mandati missionari”: un prete diocesano, fidei donum, partirà nel prossimo mese di agosto per la missione in Madagascar, continuando e rinsaldando il nostro impegno di Chiesa sorella; due Carmelitane minori della Carità e una giovane laica partiranno per la missione in Albania nel cammino dell’annuncio della fede attraverso la carità.
 
Il dono rinnovato di fratelli e sorelle per la missione ad gentes rafforza la nostra coscienza missionaria: se siamo cristiani, se siamo Chiesa, lo siamo per portare l’annuncio e la testimonianza del Vangelo nel mondo: la vocazione cristiana, battesimale e quindi di tutti, è di “essere per” gli altri. Dobbiamo essere una Chiesa accogliente e con le porte aperte, protesa verso i fratelli e in dialogo con il mondo, la cultura e la storia.
 
Domenica 27 maggio, al mattino, con l’aiuto del biblista Luca Moscatelli, potremo approfondire il dono sacramentale del battesimo che ci rende capaci e idonei ad essere Chiesa missionaria: corresponsabile nella comunione e testimone nel servizio. Proprio la testimonianza, come ci ricordava Paolo VI – il mondo non ascolta più i maestri, ma i testimoni – sarà al centro del dibattito al quale siamo tutti invitati nel pomeriggio di domenica 27 maggio, perché l’esperienza-testimonianza della missione parli al cammino della nostra Diocesi, Chiesa sorella delle Chiese giovani dell’India, Brasile, Madagascar, Albania e Rwanda.
 
Potremo incontrare i nostri missionari e accogliere da loro il “racconto” della missione perché, nello scambio del cammino di fede, anche le nostre scelte pastorali siano sempre più secondo il Vangelo.
 
Da ultimo, ci preme sottolineare che ancora la missione è attraente per molti giovani delle nostre Comunità parrocchiali, e non solo, anche del mondo giovanile che ricerca un significato di senso che sostenga il quotidiano. Sabato 26 maggio, nel pomeriggio, più di 100 campisti si incontreranno per prepararsi a vivere l’estate in missione: solo un’esperienza, ma che potrebbe cambiargli la vita.
 
Vi invitiamo e vi aspettiamo in molti, dalle parrocchie, dai gruppi giovanili, dai movimenti e dai gruppi missionari. Ci incontreremo al Convegno Missionario per fare esperienza di una Chiesa in cammino che a tutti annuncia il Vangelo con la vita. Sentiamo poi la gioia di accogliere all’interno della missione, proprio nell’Eucaristia di Pentecoste e dei mandati, il sabato sera, la consacrazione nell’Ordo Virginum di Marzia Corradini di Roncocesi, che anche attraverso il Madagascar e il Rwanda ha scoperto il dono di Dio e lo ha accolto col suo “Sì” di servizio missionario. Anche per questa scelta vocazionale ringraziamo il Signore Risorto e vivo in mezzo a noi.  
don Gabriele Carlotti & équipe CMD





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