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2004 - Matrimonio in difficoltà - Borsato   versione testuale






 
Cronaca dell’incontro su Matrimonio in difficoltà, con don Battista Borsato
 
Certamente ricco di provocazioni e di stimoli è stato l’incontro che si è tenuto alcuni giorni fa (8 dicembre) all’Oratorio cittadino sul tema dei matrimoni in difficoltà. L’incontro è stato promosso dall’Ufficio Diocesano di Pastorale familiare ed ha visto la partecipazione interessata di varie persone tra cui anche vari sacerdoti e persone che già vivono la condizione di separati.
 
L’incontro di tipo pastorale è stato introdotto da una serie di dati statistici, presentati da una rappresentante dell’Osservatorio delle Famiglie del Comune di Reggio (dott. B. Guarniero); dopo aver fatto vedere come è cambiata la popolazione nell’ultimo ventennio, ha potuto mostrare come sono in aumento le famiglie monopersonali e le unioni di fatto; il numero dei matrimoni civili e quelli religiosi è quasi simile, anche se si è registrato un certo calo negli ultimi 2 anni (effetto Torri Gemelle?????). L’andamento dei matrimoni in rapporto alle separazioni è abbastanza costante e si nota come le separazioni avvengono soprattutto entro i primi 10 anni. Sono semplici dati, ma anche da questi possono derivare interessanti riflessioni.
 
Ha poi preso la parola don Battista Borsato, direttore dell’UPF di Vicenza, che su questo tema ha riflettuto da molto tempo ed ha pubblicato anche vari opuscoli. Nel suo intervento egli ha messo in evidenza che il fenomeno è relativamente recente (solo nel ’70 in Italia è legalmente ammesso il divorzio) ed attualmente in crescita. Le cause, anche culturali sono molteplici: tra esse don Battista ha sottolineato una cattiva interpretazione della cultura della persona e della cultura del piacere ed anche la non-maturità dell’amore.
La voce del Magistero, ha ricordato ancora il relatore, non è sempre stata accolta in tutta la sua portata: sappiamo bene i NO ma non sempre abbiamo colto le aperture e le attenzioni che suggeriva; in tal senso è bene riprenderli in mano ed ascoltarli con attenzione.
Quale può essere l’atteggiamento che può avere una parrocchia di fronte alle persone separate, divorziate, ed anche eventualmente risposate? Alla base di tutto il non-giudizio, cioè l’accoglienza! Da questo può seguire un atteggiamento che faccia comprendere il loro essere Chiesa, pur nella non-pienezza sacramentale; è inoltre importante aiutarli a crescere nell’amore di coppia: chi si è risposato ed ha già avviato un’altra famiglia sia dunque aiutato in quella nuova situazione a vivere al meglio l’amore, perché dove c’è l’amore c’è Dio!   Un altro elemento su cui si può lavorare è la capacità di sviluppare il valore della riconciliazione: ogni separazione è una lacerazione che lascia dietro di sé qualche ferita aperta: solo il perdono è capace di rimarginare tali ferite!
Quali suggerimenti pratici: tra i più semplici don Battista ha ricordato il fatto di far conoscere la voce della Chiesa su tale questione, perché regna molta confusione; inoltre si possono invitare queste famiglie ad incontri di preghiera, di ascolto della Parola, di catechesi o andare a viverli a casa loro per aiutarli rimanere vicini al Signore; anche una qualche responsabilità in campo caritativo ed operativo in parrocchia può essere un bel segno di accoglienza e fiducia.
Infine don Battista si è proiettato nel futuro, facendo emergere il suo desiderio di vedere una Chiesa che non si ferma nella riflessione e che non si accontenta dei passi fatti finora. Egli ha soprattutto insistito sul fatto che è necessaria una riflessione serena e libera, illuminata dalla Parola di Dio, senza paure, per comprendere quale è oggi l’atteggiamento più evangelico con il quale leggere tali situazioni.
L’intervento è stato seguito con molto interesse da tutti i partecipanti ed anche il dibattito che ne è seguito ha mostrato come il tema è molto sentito, sia da chi lo vive in prima persona sia dalle comunità cristiane che sempre più si trovano ad affrontare queste situazioni.
Al termine don Angelo, responsabile dell’UPF di Reggio ha lanciato la proposta di costituire un gruppo di lavoro, per portare avanti la riflessione: coloro che fossero interessati a farne parte possono prendere contatto con il nostro UPF (upf@diocesire.191.it); per chi fosse invece interessato a continuare personalmente una riflessione, il prossimo appuntamento è per il 22 gennaio 2005, a Modena, ove la commissione regionale della Famiglia presenta un sussidio giunto a maturazione dopo un paio d’anni di lavoro. (c/o Centro Consulenza della Famiglia, via Formigina, 319; ore 10-17).