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23 novembre 2017, un giorno storico   versione testuale
Cinquantesimo anniversario dell'invio della prima Equipe

Era il 23 novembre 1967 quando la prima équipe sbarcava all’aeroporto di Ivato vicino alla capitale (Antananarivo) del Madagascar. Tra gli italiani ad attendere questi undici missionari c’erano già due sacerdoti reggiani: don Pietro Ganapini (partito nel 1961) e don Piergiorgio Gualdi (partito nel 1965). Ma l’idea di partire in équipe era quasi una novità per quei tempi. La formazione era composta da don Mario Prandi (fondatore delle Case della Carità e capo-spedizione); due altri sacerdoti: don Giovanni Voltolini (Servo della Chiesa) e don Augusto Corradini; tre religiose suore Carmelitane Minori (suor Margherita, suor Bernardetta e suor Lucia) e un Servo della Chiesa (Mario Predieri) e quattro laici: Roteglia Miranda, Francesco Casini, Dino Tosi e Giuseppe Fanti.
 
Nell’idea del Vescovo Gilberto Baroni, che diede il via all’operazione (si era nell’Anno della Fede e perciò decise di osare) c’era il desiderio che una porzione del Popolo di Dio formata da tutti i suoi componenti (sacerdoti, religiose/i e laici) partisse per trasferirsi nel lontano Madagascar al fine di compiere un lavoro di evangelizzazione e promozione umana. Gli interrogativi raccolti poi dai protagonisti sono stati tanti, ma la collaborazione di tutta la Diocesi fu e rimane esemplare.
 
Attraverso le parole profetiche di (suor) Mamera Margherita (che ci ha lasciato qualche mese fa) si può sintetizzare in questo modo l’evento: “Chi partì allora, partì per tutti…” come a voler dire che fu tutta una Diocesi a mobilitarsi per essere “una Chiesa in stato di missione”, come era nell’intuizione di Mons. Bartoni descritta nella Lettera Pastorale dell’anno successivo (1968). In quegli anni, pochi erano quelli che partivano con la consapevolezza di essere responsabili sia nei confronti della diocesi che inviava che di quella che riceveva. Alcuni preti avevano iniziato a partire grazie all’Enciclica di Papa Pio XII “Fidei Donum”, uscita nel 1957, la quale permetteva di essere missionari senza entrare in qualche ordine specificatamente tale. Però molto spesso erano “battitori liberi” con pochi contatti con la Chiesa d’invio. Mons. Baroni voleva invece che i partenti si sentissero accompagnati da tutta la Chiesa, che continuava a rappresentare il legame con le origini. Per questo chiese a tutti i componenti della Diocesi, dai bambini agli anziani, preghiere e aiuti materiali perché i nuovi missionari erano là anche a nome loro. 

Si era appena usciti dal Concilio (1962-65) e c’era molto fermento in quegli anni. Nel 1965, appena arrivato in diocesi, il Vescovo Gilberto aveva già inviato due preti in Brasile e altri due l’anno successivo: iniziava questa nuova “avventura” in terra malgascia. L’équipe, dopo il corso di malgascio, si divise in due destinazioni differenti: la capitale, dove verrà costruita la prima Casa della Carità del Madagascar, ed Ampasimanjeva, nel Sud-Est dell’Isola (in piena foresta), dove si prese in carico la conduzione di un Ospedale costruito una decina di anni prima dalla Caritas tedesca e che diverrà negli anni un posto di riferimento per tutta la zona circostante.
 
In occasione del 50° della presenza reggiana sono previsti sia in Madagascar che a Reggio alcuni momenti di approfondimento. 

Già nei giorni 9-10-11 ottobre 2017 si è svolto nel Monastero Trappista di Maromby (Fianarantsoa) un convegno in cui si è fatta memoria di questo cammino e si è cercato di riflettere sulla ricchezza che ne è derivata e sulle prospettive future.
Dal 15 al 30 novembre, inoltre, una delegazione reggiana si recherà nell’Isola Rossa per le solenni celebrazioni che inizieranno il 19 novembre, con una Messa solenne presieduta dall’Arcivescovo di Antananarivo, Mons. Odon, e culmineranno il 26 novembre con la consacrazione della nuova Chiesa dedicata a Gesù Misericordioso, costruita nella città di Manakara, sulla costa Est. 
Anche in Diocesi, qui a Reggio, si avranno momenti di incontro e celebrativi perché il tesoro che questa preziosa esperienza ha portato alla nostra Chiesa non vada perduto, ma possa essere rilanciato per una nuova primavera missionaria. In particolare, segnaliamo la data di giovedì 23 novembre, giorno in cui ricorre lo sbarco della prima équipe in Madagascar, 50 anni fa. Per tale anniversario, don Romano Zanni presiederà alle ore 21 la Messa missionaria nella Casa di Carità di San Girolamo.
 
Domenica 10 dicembre, alle ore 16, presso la Sala Conferenze del Museo Diocesano (ingresso in via Vittorio Veneto, 6) si terrà la presentazione del libro e del video preparati ad hoc per il 50° della missione in Madagascar. A seguire, alle ore 18, il Vescovo Massimo Camisasca presiederà la S. Messa in rendimento di grazie per il suo anniversario di Ordinazione e per i 50 anni di cammino con la Chiesa malagasy. 

Invitiamo quindi tutti a partecipare, nell’ambito del possibile, a questi eventi perché, come dice anche Papa Francesco, la Chiesa sia sempre più in uscita e responsabile nel diffondere il Vangelo di Gesù fino agli estremi confini della terra: un compito di tutti, non solo in “primis” dei missionari, ma anche responsabilità di tutti i battezzati pronti a portare il “messaggio del Regno” ad ogni persona.

 
A cura di Andrea Bonati
 
Didascalia della foto: La prima equipe dei missionari in Madagascar: da sx a dx in piedi: Roteglia Miranda di Sassuolo (MO), Dino Tosi di Palagano (MO), Mario Predieri (Servo della Chiesa), suor Bernardetta Ferrari (Carmelitana minore), dott. Francesco Casini, don Mario Prandi (Fondatore delle Case della Carita e capo del gruppo), don Augusto Corradini (sacerdote diocesano), suor Margherita Branduzzi (Carmelitana minore), Giuseppe Fanti di Bologna, don Giovanni Voltolini (Servo della Chiesa). In basso a sinistra suor Lucia Ghini (Carmelitana minore).
 
 
 





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