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Sognate anche voi questa Chiesa   versione testuale
da Sacrofano con impegno

In alcuni del CMD siamo stati al Convegno Nazionale Missionario, a Sacrofano, dall'8 al 10 giugno scorso. “Sognate anche voi questa Chiesa: per una progettualità missionaria alla luce dell’Evangelii Gaudium” è stato il tema che ha impegnato 220 persone, tra cui molti direttori di CMD e collaboratori di ogni regione italiana.
Il Convegno è stato molto coinvolgente, dalle prime relazioni fino ai lavori di gruppo. Ha fatto emergere la ricerca, il discernimento, la tensione e la fatica, a volte il disorientamento di chi “lavora” per la missione ad gentes, ma anche il desiderio ed i sogni che la pastorale missionaria sta vivendo in questo periodo storico in Italia.
 
L’Arcivescovo Francesco Beschi, Presidente della Conferenza Episcopale per l’Evangelizzazione dei Popoli e la Cooperazione tra le Chiese, ci ha introdotto ai lavori sottolineando come i CMD fanno la storia della missione e sono radicati nelle diocesi italiane, mentre non possiamo sottrarci alla provocazione di Papa Francesco alla dimensione missionaria della Chiesa. Nessuna Chiesa locale può addurre ad alibi dell'impegno missionario la precarietà delle risorse, la dimensione della diocesi o del CMD, ma è richiesto un impegno a partire dall’esistente. I CMD, crogiuolo delle diverse soggettività missionarie, nascenti ed anziane, preti, laici, religiosi, in una dinamica di unità-pluralità, devono esistere come grembo in cui tutti possono ritrovarsi.
 
Il Vescovo Nunzio Galantino, Segretario Generale della CEI, nel suo intervento ha sottolineato alcuni aspetti fondamentali, tra questi il compito di ciascuno nel rendere tutta la comunità soggetto di missione, facendo entrare la missione nella pastorale ordinaria perché tutta la pastorale deve essere «informata», cioè assumere la forma della missione. In altre parole si tratta di introdurre nella pastorale lo stile ad gentes, che stimola la Chiesa a porsi in movimento in modo creativo, ascoltando la Parola. Questo comporta il migliorare la comunicazione tra Chiesa locale e azione missionaria, quindi dare una giusta rilevanza ai Centri Missionari Diocesani.
 
Mons. Giuseppe Lorizio, Ordinario di Teologia fondamentale alla Lateranense, ci ha ricordato che dobbiamo sognare ad occhi aperti “questa” Chiesa, non quella che piace a noi, che essere missionari viene prima della missione; che ora nell’ad gentes è compreso chi non ha mai conosciuto Cristo ma anche chi non è più cristiano; allora l’annuncio dovrà essere calibrato secondo le diverse esperienze di vita. 
 
Sei laboratori di approfondimento ci hanno coinvolto in un intenso lavoro di gruppo in cui il confronto, l'ascolto, la ricerca svolta insieme ci hanno resi tutti parte attiva di un cammino di consapevolezza e impegno comune. Inoltre, alla delegazione di Reggio Emilia è stato chiesto di collaborare al Convegno animando la liturgia ed il momento conclusivo in cui tutto ciò che è stato vissuto (fatiche, diversità, sogni, doni ricevuti e da far fruttificare) è diventato preghiera rivolta al Padre da parte di tutti i partecipanti.  
 
Il messaggio fondamentale emerso, alla luce dell'Evangelii Gaudium, è l’esortazione a rendere missionaria la progettazione pastorale diocesana e parrocchiale (è possibile scaricare il materiale dal sito www.lucianomeddi.eu ). Dai lavori di gruppo e dalla riflessione comune, infatti, sono emerse alcune azioni che sollecitano una pastorale diocesana più missionaria:
 
- avere uno sguardo attento e pieno di speranza sulla realtà e la vita reale delle persone; 
- creare opportunità di vicinanza;
- mantenere la centralità della Parola di Dio;
- usare un linguaggio chiaro e vicino ai bisogni della gente;
- mettere al centro la persona, soprattutto il povero, il più debole della comunità, insieme ad un’apertura ai   problemi del mondo;
- lavorare in rete e con stile collaborativo tra le diverse aree della pastorale;  
- produrre un “movimento” dal centro al territorio;
- mantenere uno sguardo ecumenico ed interreligioso.
Tutto con la fiducia nello Spirito e la certezza che ci attende e ci precede sempre. Si tratta di un’esortazione ad un profondo cambiamento rispetto alla concezione tradizionale della missionarietà e della progettazione pastorale, che comporta tanta disponibilità e necessita di formazione, senza dimenticare che si impara facendo, per chi è impegnato in prima linea nella "nuova avventura".
La Parola
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Offertorio
Offertorio

Una delle relazioni
Una delle relazioni


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