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Storia della presenza missionaria in Brasile   versione testuale

 
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BAHIA E SÃO PAOLO
 
La Bahia si trova nella regione del Nordest, una delle zone più povere e aride del Brasile. Estesa quanto la Francia, ha per capitale Salvador, città di circa tre milioni di abitanti. La maggioranza della popolazione ha lontane origini africane.
È dal 1965 che i primi missionari reggiani sono presenti in Bahia, nella diocesi di Ruy Barbosa. In questo lungo periodo si sono avvicendati numerosi sacerdoti e laici. È stato un cammino talvolta difficile che ha richiesto coraggio, passione e pazienza sia ai vescovi e alle diocesi che ai missionari, sacerdoti e laici.

La diocesi di Ruy Barbosa, situata nella regione centro orientale dello Stato della Bahia, ha una superficie di 25.169 kmq con una popolazione di 430.000; le parrocchie sono 16 e i sacerdoti 25. Di questi, 6 sono reggiani. La Chiesa ha portato avanti l’opzione per i poveri accompagnando la gente in un cammino di fede che sappia affrontare anche i gravi problemi sociali e ambientali. Il tema nazionale della “Campagna di fraternità” per la Quaresima 2009 è, per l’appunto “La pace frutto della giustizia”.

I nostri sacerdoti sono inseriti nell’azione di evangelizzazione e di servizio a favore della vita, della giustizia e della speranza con rinnovata sensibilità sociale e, ultimamente, con uno specifico impegno formativo e vocazionale.
Attualmente l’équipe è composta da quattro preti, quattro suore della Casa della Carità e alcuni laici inseriti in progetti a sostegno della popolazione locale.

Tra questi: Gianluca Guidetti preposto all’economato della diocesi e alla pastorale giovanile; Firmino Pessina a Ruy Barbosa coordinatore e referente per il “Centro San Giorgio”, per ragazzi e ragazze del quartiere più povero, con l’aiuto della moglie Federica; Enzo Bertani animatore del progetto “não sei mas quero” a Utinga; Antonina Neri, fondatrice di un laboratorio di ricamo, in collaborazione con la Caritas locale e un gruppo di donne a Salvador; Vanessa leccese, volontaria impegnata nei progetti di educazione scolastica.
Firmino Pessina, Enzo Bertani, Antonina Neri, Gianluca Guidetti, oramai “naturalizzati” brasiliani, costituiscono da tempo un sicuro punto di riferimento per tante famiglie e non pochi giovani brasiliani, oltre che per i nostri sacerdoti e laici.
 
Don Gabriele Burani è parroco a Ipirà, in pieno sertão, sulla grande strada che da Salvador va verso l’interno, con 90 comunità di base. Don Gabriele segue anche il progetto “Dançar a vida” (per ragazzi e giovani). 
 
Don Riccardo Mioni e don Luigi Ferrari sono parroci di Utinga, Wagner, Lajedinho e Bonito, piccolo centro, quest’ultimo, ai margini della Serra, (catena montagnosa),  a 1000 metri di altitudine, in una zona ricca di caffè. A Utinga, nella ex casa parrocchiale, costruita a suo tempo con l’aiuto della diocesi di Reggio Emilia - Guastalla, c’è una comunità di suore congolesi che gestiscono la Casa Famiglia, per anziani poveri.
 
Don Riccardo Mioni e don Luigi Ferrari seguono la Casa della carità di Ruy Barbosa insieme a Suor Manuela, Alessandra, Madeleine e Laurence. 
 
Don Giancarlo Pacchin lavora da anni in una complessa realtà della periferia di San Paolo, a Jandira (100.000 abitanti). Don Gianchi ha concentrato i suoi sforzi nel coinvolgimento dei laici e in modo particolare dei giovani. Con il sostegno delle adozioni a distanza favorisce l’inserimento dei bambini nelle scuole materne, permettendo ai genitori di recarsi al lavoro, sicuri di non abbandonare i figli sulla strada. Don Gianchi segue da vicino anche le vicende dei lavoratori della terra, dei favelados, dei ragazzi in difficoltà con la giustizia o affidati dalla Magistratura. Negli ultimi tempi è stato sollevato dall’incarico fisso di pastorale parrocchiale e liberato dal Vescovo della sua diocesi (Osasco), per un servizio interdiocesano più specifico ed esteso, nella pastorale dei Sem Terra.
 
 





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