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Storia della presenza missionaria in Madagascar   versione testuale

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Il Madagascar è la quarta isola del mondo con una superficie di 587.041 kmq, quasi il doppio dell’Italia e con circa 18 milioni di abitanti. Colonizzato dagli inglesi e poco dopo - attraverso alterne vicende - dai francesi nel secolo XIX, ottiene l’indipendenza il 26 giugno 1960.
Tra i principali aspetti culturali sono da ricordare l’unità linguistica, il culto degli antenati (singolari i monumenti funerari, quasi un gioiello da custodire nel cortile di casa), il Fihavanana (parentela, amicizia, buone relazioni, solidarietà), forte senso religioso e una profonda fede nel Dio creatore Zanahary, presente anche nella popolazione animista.

Dal punto di vista socio-politico ed economico, l'Isola Rossa sta vivendo una situazione delicata e conflittuale. Chi va o sta al potere, individuo o partito che sia, non resiste alla tentazione del capitale e del monopolio, con pesanti ricadute sul tenore di vita della gente, sulla giustizia sociale e sulla democrazia. Il popolo malagasy è e resta un popolo pacifico e prudente, ma non sempre riesce a sottrarsi a manipolazioni ideologiche estremiste, soprattutto nelle grandi città, e alle “occasioni” purtroppo illusorie, di rifarsi dallo sfruttamento predatorio dei potenti di turno, saccheggiando magazzini e incendiando infrastrutture.
Le chiese, pur avendo un ruolo importante e positivo nel gioco delle parti, non sempre riescono ad impedire episodi e situazioni di grave ingiustizia, di violenza e di morte.
 
La presenza dei nostri missionari in Madagascar è frutto della Lettera Fidei Donum (1957) di Pio XII e dell'apertura data dal Concilio Ecumenico Vaticano II. Il primo a partire è don Pietro Ganapini nel 1961, seguito poco dopo (1965) da don Piergiorgio Gualdi, poi, via via, da diversi confratelli.
La partenza nel 1967 del primo gruppo, formato da sacerdoti, religiose e laici, segna una svolta nella vita della missione, fino ad oggi.
Il lavoro principale dei missionari è la predicazione del Vangelo attraverso le diverse attività pastorali. Accanto a queste c'è un notevole sforzo per contribuire all’educazione scolastica dei più poveri. Tale sforzo è in buona parte sorretto dalle adozioni scolastiche, di cui il Centro Missionario Diocesano si fa promotore assieme ai missionari.

Un'altra scelta che la nostra diocesi porta avanti da tempo riguarda la sanità: il dispensario di Tongarivo, presso la Casa della Carità, l'Ospedale d'Ampasimanjeva in una delle zone più povere del Madagascar (120 posti letto oltre alla struttura ambulatoriale) e il Foyer di Ambositra sull’altopiano (lebbra, tbc, handicaps motori, malattie mentali, cecità, sordità) ne sono una testimonianza.

I sacerdoti: dopo la morte di don Paolo Ronzoni e il rientro di don Bolognesi, don Ruggerini e don Caselli, i sacerdoti diocesani sono rimasti in tre: don Ganapini, don Giovanni Ruozi e don Giovanni Davoli. 

Le Case della Carità sono 14 con oltre 50 suore malagasy che svolgono una preziosa attività caritativa ed evangelizzatrice. I Fratelli della Carità hanno due case di formazione, Fianarantsoa ed Ambositra, e diverse vocazioni sacerdotali e laicali consacrate.

 I Servi della Chiesa (sacerdoti diocesani e laici, uomini e donne) sono presenti in dieci diocesi del Centro-Sud, impegnati nella pastorale diretta, nella formazione dei seminaristi, nella cura dei malati, e nel mondo della scuola, dell'agricoltura, del piccolo commercio. 

 Reggio Terzo Mondo: in questi ultimi decenni l'Organismo ha inviato in Madagascar oltre 400 volontari e realizzato diversi progetti di sviluppo in collaborazione con le missioni diocesane. 
 





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