Venerdì 6 Dicembre 2019
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STATUTO   versione testuale





STATUTO DELL’UFFICIO DI PASTORALE DELLA FAMIGLIA

COSTITUZIONE E FINALITA’

art. 1 - Consapevole delle difficoltà attuali della famiglia, mentre ne conferma il valore fondamentale per la vita comunitaria, la Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla ritiene urgente indirizzare la propria sollecitudine pastorale ai beni preziosi del matrimonio e della famiglia e pertanto viene costituito l’Ufficio Diocesano di Pastorale della Famiglia.

art. 2 - a - L’Ufficio avrà come scopo generale di proporre una organica pastorale familiare e di garantirne il coordinamento con il Piano Pastorale Diocesano e le direttive delle Conferenze Episcopali Regionale e Italiana.
- b - E’ compito dell’Ufficio individuare le linee di pastorale familiare diocesana e programmare l’attività diocesana sia nel campo della formazione spirituale che della crescita e maturazione umana dei fidanzati e degli sposi.
- c - l’Ufficio dovrà coordinare le varie iniziative che vengono programmate nelle parrocchie e nei vicariati, fornendo collaborazione per la loro riuscita e offrendo, a tutti gli operatori del settore, sussidi e indicazioni utili per una aggiornata pastorale familiare (funzione di sussidiarietà). 
Tra gli scopi principali che tale organismo deve realizzare in collegamento e collaborazione anche con altri uffici e organismi della Chiesa diocesana e che spetta al Vescovo determinare, rientrano:
a) l’annuncio del “Vangelo del matrimonio e della famiglia;
b) la promozione e il coordinamento delle iniziative per la preparazione dei giovani e dei fidanzati al matrimonio, per il sostegno e l’accompagnamento delle coppie e delle famiglie;
c) la formazione degli operatori di pastorale familiare;
d) lo studio e la soluzione dei problemi morali religiosi e sociali che la vita coniugale e familiare incontra di volta in volta, alla luce della dottrina della chiesa e tenendo conto delle leggi vigenti e della loro evoluzione;
e) la promozione delle strutture parrocchiali e vicariali di pastorale familiare;
f) la proposta di specifiche attenzioni pastorali per le famiglie lontane o in situazioni difficili o irregolari;
g) il sostegno alle varie iniziative, anche culturali, di servizio alle famiglie (Consultorio, CAV, . . . );
h) il confronto e il dialogo con le diverse realtà culturali e sociali e con le stesse strutture civili, su temi riguardanti la famiglia e la vita.

art. 3 - U impegno particolare dovrà essere messo nella formazione degli operatori della pastorale familiare, per coadiuvare i sacerdoti nella preparazione al matrimonio e nella pastorale della famiglia.

STRUTTURA

art. 4 - L’Ufficio è affidato alla direzione di un Presbitero e una coppia di sposi, nominati contestualmente dal Vescovo, per un quinquennio; la nomina può essere prolungata.

art. 5 - Per programmare l’attività pastorale diocesana, seguire e verificare iniziative diocesane o locali , l’Ufficio è coadiuvato da
a) un Consiglio (denominata Commissione diocesana) così composto:* un presbitero e alcune coppie di sposi per le varie zone pastorali della diocesi;* un rappresentante dei diaconi permanenti
b) una Consulta composta da:
* un rappresentante delle diverse associazioni che lavorano per la famiglia (AC, CAV, Movimento per la Vita, Famiglie delle Case della Carità, . . . )
* eventualmente un rappresentante di altri Uffici Pastorali “trasversali”.

art. 6 - I membri del Consiglio sono nominati dal Vescovo per un quinquennio e possono essere riconfermati solo per il triennio successivo.

art. 7 - Tra i membri del Consiglio viene poi eletto un segretario dell’Ufficio.

art. 8 - Per mantenere un giusto rapporto con la pastorale diocesana e contribuire ad una pastorale unitaria, il direttore dell’Ufficio fa parte di diritto del Consiglio Pastorale Diocesano. Risulta tuttavia sempre indispensabile uno stretto collegamento tra questo e gli altri Uffici Pastorali.

ATTIVITA’ E FUNZIONAMENTO

art. 9 - Il Consiglio dovrà essere convocato circa una volta al mese per seguire le attività in programma e coordinare le iniziative delle parrocchie e dei Vicariati.

art. 10 - La Consulta dovrà essere convocata almeno 2 volte l’anno per studiare la programmazione e verificarne l’attuazione.

art. 11 - Per far fronte con competenza e tempestività alla varie problematiche riguardanti la famiglia (quali la vita di coppia, l’educazione dei figli, le difficoltà della vita matrimoniale, . . . ) l’Ufficio dovrà cercare l’apporto di esperti nei vari settori (biblico, teologico, morale, pastorale, spirituale, pedagogico, psicologico, . . . ) che potranno essere invitati alla riunione sia del Consiglio che della Consulta.

art. 12 - L’Ufficio dovrà mantenere un costante collegamento con gli Operatori del Consultorio familiare, esistente in Diocesi.